La stazione Termini e il quartiere Esquilino, nel centro di Roma, sono stati dichiarati "zona rossa". (zona rossa) dal Ministero dell'Interno italiano. La misura mira a intensificare la sicurezza e combattere la criminalità nella regione.
Principale snodo dei trasporti della capitale italiana, Stazione Termini È un punto di passaggio cruciale per turisti e residenti. La zona registra però frequenti casi di furti e, in passato, è stata teatro di reati gravi, come gli accoltellamenti.
Questa classifica coincide con l'inizio dell'Anno Giubilare, il 24 dicembre 2024, periodo in cui Roma prevede di accogliere più di 30 milioni di visitatori entro il 2025.
La dichiarazione di “zona rossa” intorno alla stazione arriva dopo due anni di maggiore presenza della polizia nella zona e in altre stazioni della città. Secondo l'Ansa l'azione ha comportato 504 arresti, 82 deportazioni, 79 sequestri di armi e l'identificazione di 138 lavoratori irregolari o privi di documenti.

Cosa significa essere una “zona rossa”?
Le "zone rosse" sono aree urbane considerate focolai di criminalità o attività illegali, come il traffico di droga. In questi luoghi le autorità possono impedire l’ingresso di persone considerate pericolose o con precedenti penali.
La polizia può emettere ordini di allontanamento, noti come ordine di assegnazione, che vietano a una persona di restare nella zona per 48 ore. Questa misura ha già comportato arresti e deportazioni in altre regioni d'Italia.
Esempi in altre città
Misure simili sono state applicate in città come Bologna e Firenze, dove si sono osservati “risultati molto positivi nella prevenzione e nel contrasto alle attività illegali”, secondo il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.
Em Firenze e Bologna, negli ultimi tre mesi sono stati emessi 105 provvedimenti di allontanamento su 14.000mila persone perquisite.
Milano ha istituito una “zona rossa” il 30 dicembre, che copre aree centrali come il Duomo, i Navigli e tre stazioni ferroviarie – Centrale, Garibaldi e Rogoredo – della durata di tre mesi. Alla vigilia di Capodanno il provvedimento ha comportato 50 divieti di accesso su 2.079 persone avvicinate.
Le “zone rosse” sono considerate un esperimento replicabile in altre città italiane.

























































