Dallo sbrando tenuto in Piemonte alla pizzica salentina nel Puglia, L'Italia vanta una serie di danze popolari che, oltre a mantenere vive le tradizioni, costituiscono anche un divertente itinerario turistico alla scoperta del Paese.
In occasione della Giornata Internazionale della Danza, che si celebrerà il prossimo 29, il portale Campeggi ha selezionato sei tra le danze più significative per celebrare la data.
Piemonte
Sbrando, l’antica danza della zona montuosa delle Langhe – che si estende dalla provincia di Cuneo ad Asti – riunisce le persone in cerchio, mano nella mano, con innumerevoli variazioni coreografiche. Chiamato anche brando, questo ballo è originario del Roero, dove viene ballato soprattutto durante le feste popolari che coinvolgono l'intera comunità.
Ereditato dal periodo medievale, quando la danza di corteggiamento era popolare, lo sbrando divenne col tempo una gara di resistenza per i ballerini, con un'accelerazione della musica in costante aumento.
Emilia-Romagna
La tradizione della polka con l'arco, in italiano “chinata”, è recentemente tornata al suo apice con i “chinati”. Il ballo bolognese dei primi del 1900 era esclusivamente maschile e nacque durante il periodo della migrazione verso la città.
Il movimento principale è il “frullone”, un brano in cui due ballerini abbracciati e piegati ruotano sul proprio asse alla massima velocità possibile.
Toscana
Il trescone è un ballo antico citato nelle opere di Dante, Boccaccio e Collodi ed è un ballo toscano di origine medievale e ha un'etimologia controversa. Il termine potrebbe derivare dalle parole tedesche thriskan (colpire) o dresken (calpestare), in riferimento ai movimenti dei piedi eseguiti dai ballerini.
Oggi viene eseguita solo in occasione di festività particolari, come il Carnevale, e viene ballata in piccoli gruppi di uomini e donne.
Lazio
La città di Amatrice, nell'Alto Lazio, non solo ha regalato al mondo uno dei piatti più famosi d'Italia, ma vanta anche una danza di origine pagana: il saltarello. Simile a un corteggiamento con uomini e donne che si guardano negli occhi, prende il nome dalla saltatio, la danza più riprodotta dell'Antica Roma, le cui origini risalgono al XIII secolo.
Puglia
Il ritmo marcato, i tamburi sulla pelle e i piccoli suoni improvvisi caratterizzano la pizzica pizzica (o semplicemente pizzica), nel Salento, che fa parte della famiglia delle tarantelle. La melodia deriva da un'altra danza antica simile, la pizzica tarantata, che veniva eseguita con lo scopo di “curare” le donne che erano state morse da un ragno (taranta o tarantola).
Ogni anno, durante l'estate europea, il Salento si riempie di musica, dando nuova vita a questa tradizione, tra cui le cosiddette "Notti della Taranta", che mescolano la pizzica alla musica contemporanea.
Sicilia
Nato come ritmo pagano per ringraziare la natura e adattato con l'avvento del Cristianesimo, il “Ballo della cordella”, tipico di Petralia Sottana, nel palermitano, divenne un ballo in onore della Madonna, soprattutto, nel celebrazione del 15 agosto.
La danza è eseguita da 12 coppie, una per ogni mese dell'anno, che si dispongono attorno ad un palo alto circa due metri, decorato con grani e corde di vari colori. Una volta in posizione, i ballerini intrecciano i fili tra loro, ricordando i movimenti del campo, dalla semina alla raccolta. (favorito)























































