Durante una visita ufficiale alla città di Rodeio, nella valle dell'Itajaí (SC), il sindaco italiano di Borgo Valsugana, Martina Ferrai, si è commossa nell'incontrare i residenti che, a suo dire, possiedono... gli stessi volti, cognomi e caratteristiche fisiche degli abitanti della sua città natale.

La dichiarazione è stata fatta martedì scorso (12), durante un incontro simbolico con la comunità locale, segnato dall'inaugurazione del più grande albero di Natale all'uncinetto del Brasile. "In questi giorni, con la delegazione presente qui, con il coro, abbiamo incontrato decine di persone che hanno esattamente i nostri volti, i nostri cognomi, i nostri lineamenti. E qui ci riconosciamo davvero in un filo di fraternità e familiarità che è incredibile. Pertanto, questi giorni sono incredibilmente ricchi di emozioni. Ho un grande onore", ha detto.
Il discorso del sindaco mette in luce una realtà spesso ignorata dalle autorità italiane: la presenza forte, attiva e profondamente radicata dei discendenti degli immigrati in centinaia di comuni brasiliani, soprattutto nella Regione Meridionale. In città come Rodeio, fondata da immigrati trentini più di un secolo fa, i legami culturali, linguistici e familiari rimangono forti.
Nonostante il tono affettuoso, la sorpresa del sindaco è degna di nota perché rafforza lo storico divario tra parte della pubblica amministrazione italiana e le comunità italo-brasiliane. Pur con una storia migratoria ben documentata, molti amministratori italiani dimostrano una scarsa comprensione dell'impatto della diaspora in paesi come il Brasile.
La visita di Ferrai si è inserita nel tour del Coro Valsella, gruppo musicale di Borgo Valsugana, giunto in Brasile per celebrare i 150 anni dell'immigrazione trentina. A Rodeio, oltre alla cerimonia dell'albero all'uncinetto, simbolo di identità comunitaria, si è svolto anche uno scambio culturale con il Circolo Trentino, le autorità locali e gli uncinettisti che hanno partecipato alla realizzazione dell'opera, ideata da Mirela Maria Moretto Moser e Richard Siqueira Cortes.
Commentando il progetto, Martina ha sottolineato il valore simbolico di dettagli come le stelle alpine, tradizionalmente legate al territorio trentino. "Questo albero è davvero enorme, molto più grande di quello che abbiamo a Olle. Mi è piaciuto molto il dettaglio delle stelle alpine, perché dimostra che, nel progettare questo albero, le lavoratrici hanno pensato a un simbolo che le collegasse alle loro origini trentine."
Il responsabile ha concluso la visita sottolineando il valore emotivo dell'esperienza: "Mi ha toccato profondamente. Oltre all'imponente lavoro che c'è dietro, c'è anche un significato profondo ed emotivo, familiare e sentito. Mi ha toccato profondamente".
La calorosa accoglienza ricevuta a Rodeio rafforza l'importanza del riconoscimento istituzionale da parte delle autorità italiane.
La sorprendente familiarità che persiste tra i discendenti degli immigrati solleva interrogativi sul trattamento riservato a questa popolazione, che spesso viene ignorata o incontra ostacoli burocratici nel processo di ottenimento della cittadinanza e di rivendicazione della propria identità.







































