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Vivere in queste regioni d'Italia può eliminare la spesa per l'asilo nido di tuo figlio.

Toscana ed Emilia-Romagna coprono fino al 100% delle tasse scolastiche per le famiglie con un reddito fino a 40.000 euro. Scopri come fare domanda e chi può beneficiare del contributo.

La Toscana e l'Emilia-Romagna hanno programmi che combinano il sussidio nazionale con il trasferimento regionale, esentando addirittura al 100% i costi per le famiglie con ISEE (Imposta sul Reddito) fino a 40.000 euro.
La Toscana e l'Emilia-Romagna hanno programmi che combinano il sussidio nazionale con il trasferimento regionale, esentando addirittura al 100% i costi per le famiglie con ISEE (Imposta sul Reddito) fino a 40.000 euro.

Due regioni italiane coprono fino al 100% dei costi dell'assistenza all'infanzia per le famiglie che soddisfano i requisiti di reddito. Toscana ed Emilia-Romagna Hanno programmi propri che combinano il sussidio nazionale con i finanziamenti regionali, arrivando in molti casi ad eliminare completamente la quota mensile.

Le spese per l'assistenza all'infanzia rappresentano una delle voci di spesa più consistenti per le famiglie con figli piccoli in Italia. Negli asili nido pubblici, le tariffe mensili variano dai 300 ai 500 euro. Negli asili nido privati ​​delle principali città del nord, il costo può superare gli 800 euro al mese.

Il sussidio nazionale e i suoi limiti

Il governo italiano porta nido bonus a tutte le famiglie con bambini di età compresa tra zero e tre anni, indipendentemente dal reddito, sebbene l'importo sia calcolato con basato su ISEENel 2024, circa 521.000 bambini hanno beneficiato di questo sussidio, con un rimborso medio di 205 euro al mese, pari in media al 54% delle tasse scolastiche.

Il problema è che le famiglie devono pagare l'intero importo in anticipo e attendere mesi per il rimborso, il che rende il sistema inaccessibile a molti.

Toscana

Il programma Nidi Gratis Il programma della Regione Toscana è giunto al suo quarto anno consecutivo. Riguarda i bambini dai tre mesi ai tre anni, iscritti ad asili nido pubblici e privati ​​accreditati, per le famiglie con un ISEE (reddito di equità sociale) fino a 40.000 euro. Il trasferimento regionale integra il bonus nazionale per l'infanzia fino a un massimo di 800 euro al mese.

Dal suo lancio, oltre 43.000 famiglie ne hanno beneficiato. Le iscrizioni per il 2026/27 apriranno a giugno sul sito web. regione.toscana.it/-/nidi-gratisPer accedere è richiesto SPID o CIE. Le domande possono essere inviate a [email protected].

Emilia-Romagna

L'Emilia-Romagna adotta un sistema simile, con un'importante differenza pratica: al momento dell'iscrizione del bambino all'asilo nido comunale, la famiglia presenta l'ISEE (Sistema Integrato Istruzione e Scienza) e lo sconto viene applicato automaticamente, senza necessità di una registrazione regionale separata.

Il limite di reddito è di 26.000 euro nella maggior parte dei comuni, e sale a 40.000 euro nelle regioni montuose e interne. Le iscrizioni per l'anno 2026/27 sono già aperte in molti comuni.

La regione ha raggiunto il primo posto nella classifica stilata da Salvare i bambini nel 2026 come il posto migliore in Italia per essere mammacon un tasso di copertura degli asili nido del 39,4% per i bambini di età compresa tra zero e tre anni, ben al di sopra della media nazionale del 31,6%.

Perché le altre regioni non fanno lo stesso?

I programmi in Toscana e in Emilia-Romagna sono finanziati in gran parte dal Fondo sociale europeo, al quale hanno accesso tutte le regioni italiane. La differenza risiede nelle decisioni prese da ciascuna regione in merito all'utilizzo di queste risorse e, soprattutto, nelle infrastrutture esistenti.

In Emilia-Romagna, gli asili nido comunali sono presenti dal 1969, due anni prima che la legge nazionale ne imponesse l'istituzione alle regioni. La Toscana ha definito per legge gli asili nido nel 1973 come "istituzioni universali aperte a tutti i bambini di età inferiore ai tre anni". Questa solida base storica, lunga oltre 50 anni, è ciò che sostiene i programmi attuali.

Nel sud, il punto di partenza era ben diverso. Cinque anni dopo la legge nazionale del 1971, in Campania, Abruzzo, Molise, Calabria, Sicilia e Sardegna non esisteva un solo asilo nido pubblico. Questa lacuna non è mai stata completamente colmata: il tasso di copertura nelle regioni meridionali è solo del 19%, contro il 40% del centro e il 39,1% del nord-est.

Requisiti per entrambe le regioni

Per iscriversi a uno qualsiasi dei programmi, è necessario: essere residenti in Italia, possedere un certificato ISEE aggiornato e aver presentato domanda attiva per il bonus Nido presso l'INPS. I genitori extracomunitari, come ad esempio i brasiliani senza cittadinanza europea, devono... permesso di soggiorno qualificato.

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