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Cittadinanza

La Corte Suprema afferma che l'errore consolare non estingue il diritto alla cittadinanza italiana.

La sentenza stabilisce che gli impedimenti consolari, comprese le liste d'attesa, giustificano un'azione legale e riafferma lo jure sanguinis come diritto imprescrittibile.

La sentenza stabilisce che gli impedimenti consolari, comprese le liste d'attesa, giustificano un'azione legale e riafferma lo jure sanguinis come diritto imprescrittibile.
La sentenza stabilisce che gli impedimenti consolari, comprese le liste d'attesa, giustificano un'azione legale e riafferma lo jure sanguinis come diritto imprescrittibile.

Coloro che non sono riusciti a fissare un appuntamento presso il consolato italiano non hanno perso il diritto alla cittadinanza. Questa, in sostanza, è la conclusione di... Corte Suprema di Cassazione italiana Nella sentenza n. 13818/2026, pubblicata il 12 maggio 2026, la Corte ha stabilito che gli impedimenti, i ritardi e i blocchi imposti dalle stesse autorità consolari costituiscono motivi giuridici sufficienti per ricorrere direttamente ai tribunali.

La decisione ribadisce inoltre che il diritto alla cittadinanza per discendenza (jure sanguinis) è permanente e imprescrittibile, esistente dalla nascita del titolare. Tale affermazione contraddice la posizione di... Corte Costituzionale Italiana, che nel marzo 2025 ha classificato questo stesso diritto come precario fino al riconoscimento formale.

Il principio giuridico stabilito

Nella sentenza definitiva, la Corte ha stabilito la seguente regola, vincolante per il giudice del rinvio: «Nei procedimenti di riconoscimento della cittadinanza italiana, sussiste un legittimo interesse ad agire non solo in caso di rifiuto o ritardo nel riconoscimento di tale status, ma anche quando si verifichino impedimenti, difficoltà o ritardi tali da impedire persino la presentazione della relativa domanda all'Amministrazione competente, poiché tale situazione genera incertezza circa lo status e i relativi diritti e prerogative del titolare».

La Corte ha aggiunto che l'interesse ad avviare un'azione legale non deve necessariamente sussistere prima della presentazione della causa. Può sorgere anche nel corso del procedimento, ad esempio quando la controparte contesta il diritto in tribunale.

Le code come prova

Il caso che ha portato alla decisione riguarda i discendenti di un cittadino italiano emigrato in Colombia, i quali avevano tentato senza successo di fissare un appuntamento presso l'Ambasciata italiana a Bogotá. L'Ambasciata stessa aveva pubblicato un avviso sul proprio sito web in cui si affermava che non era stata fissata alcuna data per la ripresa dei servizi di cittadinanza per discendenza a causa della pandemia di Covid-19.

La Corte ha ritenuto decisivo questo tipo di documentazione. Secondo la Corte, gli ostacoli creati dalla stessa Amministrazione per impedire la presentazione di una domanda sono giuridicamente equivalenti a un diniego di riconoscimento del diritto. Per l'avvocato Marco MelloneLa decisione certifica "l'illegalità delle code ai consolati e di ogni altra forma di ostruzionismo da parte delle autorità amministrative", ha dichiarato a Italianismo.

Il diritto con cui una persona nasce

La sentenza definisce il diritto alla cittadinanza iure sanguinis come «un diritto soggettivo assoluto di primaria rilevanza costituzionale, esistente dal momento della nascita del titolare, permanente e imprescrittibile per sua natura». Tale definizione ricorre due volte nel testo ed è supportata da precedenti delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione stessa, del 2009, e della Prima Sezione, del 2014.

Questa qualificazione è rilevante per coloro che non sono stati in grado di presentare una richiesta amministrativa o giudiziaria entro il 28 marzo 2025. Secondo Mellone, coloro che sono stati esclusi a causa di ritardi consolari "non possono certo essere considerati colpevoli, in ritardo o inattivi", poiché questi stessi ritardi giustificano l'avvio di un'azione legale.

Qual è il prossimo passo?

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, massima istanza italiana per l'uniformità della giurisprudenza, sono state specificamente consultate in merito alla divergenza tra le due corti e sono già state informate della posizione della Corte Costituzionale. Si attende una decisione a breve.

Mellone ritiene che la sentenza attuale "possa essere un preludio all'imminente sentenza delle Sezioni Unite". la cui udienza si è svolta il 14 aprilee sottolinea che la riaffermazione dell'imprescrittibilità del diritto, ripetuta due volte nella sentenza, "è molto significativa".

1 Commento

1 Commento

  1. Jicxjo

    15 maggio 2026 alle 01:24

    Molto bene!!!!

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