A base di gin, Campari e vermouth rosso, il classico negroni fu “inventato” nel 1919
Gin, Campari, vermut rosso, una fetta d'arancia per decorare e, et voilá, il Negroni è pronto.
Con soli tre ingredienti, miscelati nella stessa proporzione, la bevanda creata da un conte fiorentino, Italia, divenne un'icona dei cocktail globali. Quest’anno il cocktail compie 100 anni nel 2019.
E per la gioia degli intenditori, il giornale New York Times – in un ampio articolo – ha scelto la bevanda perfetta per il 2019. Secondo la pubblicazione si tratta di un “elisir perfetto per un pomeriggio estivo”.
Fonte
La storia ufficiale racconta che il conte Camillo Negroni era un frequentatore abituale dell'aristocratico Caffè Casoni dove beveva l'Americano, un'altra classica bevanda italiana creata nel 1860 e fatta con Campari, vermouth e acqua gassata.
Un giorno, l'aristocratico chiese di sostituire l'acqua con il gin, in onore dei suoi ultimi viaggi a Londra. Inizialmente la bevanda era conosciuta come Americano à la Count Negroni e poi divenne popolare semplicemente come Negroni.
Nel tempo il Negroni ha dato origine ad alcune varianti: tutte sostituiscono il gin con un'altra bevanda. Tra i più famosi ci sono il Negroni Sbagliato, fatto con spumante brut, il Negroski, che contiene vodka, e il Boulevardier, con Bourbon. Il cocktail va servito in un bicchiere old fashioned chiuso con ghiaccio.








































