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Cittadinanza

Cittadinanza: l'Italia nega l'esenzione per i minori e recepisce una proposta più restrittiva del Ministero degli Affari Esteri.

La base di governo di Meloni respinge un'esenzione ampia dalle tasse di cittadinanza per i minorenni; il governo opta per la proposta limitata del MAIE.

Il senatore Mario Borghese, del MAIE, celebra l'approvazione dell'abolizione della tassa di 250 euro per i minori nei procedimenti di cittadinanza. Il senatore Francesco Giacobbe, del PD, ha criticato il provvedimento per aver limitato l'esenzione ai soli nati dopo la nuova legge.
Il senatore Mario Borghese, del MAIE, celebra l'approvazione dell'abolizione della tassa di 250 euro per i minori nei procedimenti di cittadinanza. Il senatore Francesco Giacobbe, del PD, ha criticato il provvedimento per aver limitato l'esenzione ai soli nati dopo la nuova legge.

La base del governo italiano in Parlamento ha respinto la emendamento presentato dal Partito Democratico (PD) nel contesto del progetto Legge di Bilancio 2026 (DDL 1689)che prevedeva l'esenzione dal pagamento della tassa di 250 euro e la proroga del periodo di iscrizione anagrafica per tutti i minori aventi diritto alla cittadinanza italiana per discendenza.

La maggioranza ha invece scelto di accettare la proposta del MAIE.(Movimento Associativo Italiani all'Estero), che limita il beneficio solo per i minori nati dopo l'entrata in vigore della nuova Legge 36, approvata quest'anno.

La decisione ha suscitato una forte reazione da parte dell'opposizione. Il senatore Francesco Giacobbe (PD), rappresentante della circoscrizione Estero, ha duramente criticato la proposta di Legge di Bilancio 2025 durante una seduta di lunedì (22).

Esclusione degli italiani all'estero

Nel suo intervento, Giacobbe ha denunciato l'esclusione sistematica degli italiani residenti all'estero, affermando che, per il quarto anno consecutivo, il governo ignora queste comunità nella pianificazione strategica nazionale.

"Questo governo continua a trattare gli italiani all'estero come cittadini di seconda classe, penalizzando figli e nipoti nati fuori dall'Italia", ha affermato il senatore.

Tagli e mancanza di visione

Secondo Giacobbe, la proposta di bilancio è caratterizzata da tagli e frammentarietà, priva di linee guida chiare. Sostiene che la misura ignora le esigenze di circa 80 milioni di persone di origine italiana residenti all'estero.

"La strategia del governo rafforza la divisione tra gli italiani in Italia e gli italiani che vivono all'estero", ha affermato.

Emendamenti respinti

Insieme ai senatori Laura Garavini Lamarca e Andrea Crisanti, anch'essi eletti all'estero, Giacobbe ha presentato una serie di emendamenti volti a rafforzare i legami con le comunità italiane nel mondo.

Le proposte includevano:
• rafforzamento dei servizi consolari
• promuovere la lingua e la cultura italiana
• Partecipazione dei giovani discendenti agli eventi in Italia
• Adeguatezza delle pensioni erogate all'estero
• inclusione nell'accordo (indennità) Unico per famiglie con bambini

La maggior parte di queste proposte è stata respinta o approvata per importi inferiori a quelli proposti.

Politica discriminatoria

Giacobbe ha definito la nuova legge sulla cittadinanza "discriminatoria", limitando i nuovi benefici solo ai nati dopo l'approvazione della riforma. Ha sottolineato che la legge crea un sistema confuso, mantenendo limitazioni per coloro che ne avrebbero avuto diritto in base alle norme precedenti.

"La nuova legge estende il termine a tre anni, ma esclude i minori che potrebbero già averne diritto. Non c'è coerenza, né semplificazione. Solo una maggiore esclusione", ha affermato.

Valorizzare le comunità in tutto il mondo

Il senatore ha concluso il suo intervento ribadendo il suo impegno nei confronti degli italiani all'estero e l'importanza di politiche pubbliche inclusive.

"Investire nelle comunità italiane nel mondo significa rafforzare il Made in Italy. Gli italiani nel mondo sono una risorsa, non un costo", ha dichiarato.

1 Commento

1 Commento

  1. REGINALDO JOSÉ GALENI

    24 dicembre 2025 alle 15:33

    Questo decreto è fortemente escludente perché nega il diritto all'esenzione a coloro che sono nati prima della sua emanazione, un decreto incoerente. Non sarebbe forse vero il contrario se l'intenzione fosse quella di limitare i diritti? Chi è nato dopo il decreto dovrebbe pagare; questa dovrebbe essere la regola. Il decreto dovrebbe, per interpretazione temporale, avvantaggiare retroattivamente coloro che già ne hanno diritto. L'Italia è persa tra così tante regole sconnesse e litigi politici. Ignorano una comunità di italiani all'estero, forse più numerosa della sua stessa popolazione.

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