Per alcuni comuni italiani, gli autovelox (autovelox, in Italia) Divennero la principale fonte di reddito. Colle Santa Lucia, un villaggio di poco più di 300 abitanti nelle Dolomiti, nel VenetoUn singolo dispositivo ha generato oltre 2 milioni di euro tra il 2021 e il 2025.
La somma corrisponde a una media di 5.989 euro per abitante. L'indagine, condotta dall'associazione dei consumatori Codacons sulla base dei dati inviati al Ministero dell'Interno, mostra come i piccoli comuni incassino milioni di euro in multe per eccesso di velocità.
Il tesoro delle piccole città
Le critiche non sono una novità. Corriere della Sera Ricordiamo che, per anni, gli autovelox sono stati accusati di essere diventati "una sorta di bancomat per le amministrazioni locali".
Il caso di Colle Santa Lucia non è isolato. A Galatina, una cittadina di circa 26 abitanti in provincia di Lecce, nel sud Italia, gli autovelox hanno garantito un gettito di circa 5,3 milioni di euro entro il 2025. Una cifra superiore a quella di diverse grandi città italiane.
Sommando gli incassi di Trepuzzi, Cavallino, Lecce e della provincia, il totale raccolto raggiunge i 9,3 milioni di euro. Un altro dato rilevante riguarda la strada statale Telesina, che collega le regioni Campania e Molise. I cinque comuni dotati di autovelox lungo il tratto stradale hanno incassato complessivamente oltre 2,8 milioni di euro.
Secondo l'indagine, le entrate dipendono meno dalle dimensioni della popolazione e più dall'intensità del traffico in ogni tratto.
Le grandi città incassano meno entrate.
Nei principali centri urbani la tendenza è opposta. Nel 2025, le città più grandi hanno incassato 56,5 milioni di euro dagli autovelox elettronici, con una diminuzione dell'8,9% rispetto all'anno precedente.
Firenze ha guidato la classifica con 19,7 milioni di euro, seguita da Bologna (9,2 milioni di euro) e Milano (6,9 milioni di euro). Roma ha registrato il calo maggiore tra le principali città, con un fatturato sceso da 4,8 milioni di euro a 2,3 milioni di euro, pari a una diminuzione del 52%.
Per Codacons, hanno avuto un peso determinante le norme più severe adottate nel 2025 e le decisioni della Corte di Cassazione che hanno annullato le sanzioni pecuniarie applicate ai dispositivi approvati ma non certificati. Si tratta di casi specifici che non costituiscono giurisprudenza vincolante.
La questione dell'omologazione rimane irrisolta. Un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti stabilisce che gli autovelox installati dopo il 2017 debbano essere considerati automaticamente omologati, ma il testo non è ancora stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. (il quotidiano ufficiale italiano).
L'associazione degli Assoutenti avverte che gli esperti legali stanno mettendo in dubbio la validità di questa norma e che il numero di ricorsi potrebbe aumentare alla vigilia dell'esodo estivo.







































