Durante un procedimento collettivo per il riconoscimento della cittadinanza italiana. iure sanguinisIl Tribunale di Milano ha disposto la separazione del caso di una minore, nata nel 2024, a seguito dell'inserimento di una nuova istanza tramite "intervento volontario"e la presentazione di una questione di costituzionalità."
Il minore, figlio di uno dei ricorrenti, ha visto formalizzata la sua richiesta il 19 settembre 2025. La sentenza che separa la sua analisi dal processo principale è stata emessa il 20 ottobre 2025.
Nuova legislazione in fase di revisione costituzionale.
La particolarità del caso risiede nell'applicazione dell'articolo 3-bis della legge 91/1992, introdotto dal decreto legge 36/2025 – il cosiddetto decreto Tajani – convertito nella legge 74/2025. La nuova norma limita il riconoscimento della cittadinanza italiana alle persone nate all'estero con doppia cittadinanza, con effetti retroattivi.
L'avvocato Claudia Santoro, che rappresenta il minore, ha sostenuto che "tale limitazione viola i principi costituzionali, tra cui l'uguaglianza e l'irretroattività della legge, previsti dagli articoli 3, 22, 48 e 77 della Costituzione italiana".
Considerata la complessità della questione e l'urgenza di definire il procedimento principale, il Giudice Simona Concetta Coco ha stabilito:
«La separazione delle istanze è stata disposta d'ufficio, al fine di consentire una tempestiva decisione sul ricorso principale, con rinvio del procedimento [...] per l'esame della domanda di intervento presentata per conto di LMP»
La nuova udienza è stata fissata per il 13 luglio 2026, quando il Tribunale di Milano esaminerà nuovamente in via esclusiva la situazione del minore.
Nella sua motivazione, il giudice ha citato anche una recente interpretazione della Corte Costituzionale:
“Con sentenza n. 142 del 31 luglio 2025, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’inammissibilità [delle questioni] sotto il profilo dell’irragionevolezza (o irragionevole disparità di trattamento) e del difetto di proporzionalità, in relazione agli articoli 1, 3 e 117 della Costituzione.”
Vale la pena ricordare che la Corte Costituzionale italiana è stata chiamata a pronunciarsi su un caso analogo, sollevato dal Tribunale di Torino, che mette anch'esso in discussione la validità del nuovo articolo 3-bis della legge 91/1992. L'udienza è prevista tra febbraio e marzo 2026.
Continuano solo i casi degli altri membri della famiglia.
Nel frattempo, il caso principale – che coinvolgeva 12 ricorrenti della stessa famiglia – è stato deciso a loro favore. Il tribunale ha riconosciuto la cittadinanza italiana ai discendenti dell'italiano nato nel 1845, in base alla linea di trasmissione diretta, senza interruzione.
La sentenza ha dichiarato tutti i ricorrenti cittadini italiani dalla nascita e ha disposto le necessarie iscrizioni all'anagrafe. Le spese processuali sono state interamente compensate tra le parti.
Implicazioni future
La separazione del caso del minore crea un precedente rilevante. L'analisi isolata della sua situazione, basata sulla nuova normativa, potrebbe avere ripercussioni su altri casi simili, in particolare quelli che coinvolgono minori con doppia cittadinanza nati all'estero.
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