Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Veneto ha emesso una nuova sentenza nei confronti del comune di Val di Zoldo, nel nord Italia, per inosservanza di una sentenza definitiva di un tribunale relativa al riconoscimento della cittadinanza italiana. iure sanguinisIl caso coinvolge cinque italo-brasiliani, rappresentati in tribunale dall'avvocato... Isabella di Lima.
La decisione è stata pubblicata il 14 gennaio 2026 e riguarda un caso di recidiva amministrativa da parte del capo dell'esecutivo comunale. Camillo De PellegrinIl sindaco si è espresso attivamente contro il riconoscimento della cittadinanza italiana ai discendenti residenti all'estero.
Val di Zoldo era già stato condannato In un'altra situazione riguardante la mancata osservanza di decisioni giudiziarie della stessa natura, ha affermato: "È inutile continuare, la legge è dalla loro parte".
Inosservanza della decisione
Nonostante la sentenza sia divenuta definitiva, sia stata notificata formalmente e presentata la documentazione necessaria, il Comune di Val di Zoldo non ha provveduto alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni obbligatorie nei registri dello stato civile.
Di fronte all'inerzia amministrativa, le parti interessate hanno intentato una specifica causa per ottenere l'osservanza della decisione del tribunale.
Il Comune di Val di Zoldo e il Ministero dell'Interno, pur regolarmente convocati, non si sono costituiti nel procedimento, giudicato in contumacia.
Scadenza e commissario ad acta
Il TAR ha stabilito che il Ministero dell'Interno e l'ufficiale dello stato civile del comune dovranno ottemperare integralmente alla sentenza entro 90 giorni.
Se il termine non verrà rispettato, il TAR ha già nominato commissario il sindaco di Belluno. ad acta, con poteri di esecuzione diretta degli atti necessari per conformarsi alla decisione.
Costi e riservatezza
Le spese processuali sono state compensate tra le parti. Il tribunale ha tuttavia disposto la restituzione del contributo unificato (spese di giudizio) ai ricorrenti, con imputazione diretta all'avvocato responsabile.
La sentenza ha inoltre ordinato l'occultamento dei dati personali degli autori, stabilendo che le informazioni identificabili non devono essere divulgate pubblicamente.




























































