La rivista americana New Yorker ha pubblicato un articolo che indica le leggi sull'immigrazione italiane come una delle cause del declino della nazionale di calcio. Il testo è firmato dal giornalista Albert Samaha.
L'analisi, che ha acquisito importanza questa domenica (31) nel giornale la Repubblicaparte di un fatto concreto. Italia non si qualifica per una Coppa del Mondo Questa è la terza edizione consecutiva, nonostante la vittoria del torneo nel 2006. Secondo la rivista, la difficoltà di ottenere la cittadinanza per i figli di immigrati nati nel paese ha ridotto il bacino di giovani talenti disponibili.
Confronto con altre squadre nazionali
Il punto di partenza di questo ragionamento è la differenza rispetto ad altre potenze calcistiche. Francia, Spagna, Germania, Inghilterra, Portogallo e Paesi Bassi hanno tutti molti giocatori di origine immigrata nelle loro rose.
La rivista osserva che persino la Norvegia ha avuto più atleti di origine africana dell'Italia, con l'eccezione di Moise Kean. Alcuni di questi paesi hanno un passato coloniale più esteso dell'Italia, ma, secondo il testo, hanno integrato meglio l'immigrazione proveniente dalle regioni che un tempo dominavano.
Samaha prende in considerazione anche le spiegazioni più comuni della crisi, come l'eccesso di giocatori stranieri in Serie A, la mancanza di investimenti nei settori giovanili e le tattiche difensive adottate dagli allenatori.
L'articolo ricorda anche episodi descritti come razzismo nel calcio italianoTra le altre cose, il testo include dichiarazioni dell'ex allenatore Arrigo Sacchi sul numero di giocatori di colore nelle categorie giovanili e sulla sanzione inflitta all'ex presidente della Federazione Carlo Tavecchio, rimosso dall'incarico dopo una dichiarazione razzista. Il testo menziona anche le difficoltà incontrate dall'attaccante. Mario Balotelli.
La riforma del 1992
L'articolo collega questi sentimenti alle politiche sull'immigrazione, in particolare alla riforma del 1992. Tale modifica ha reso più lento e burocratico il processo di acquisizione della cittadinanza per i figli di migranti nati in Italia.
Giovanni Malagò, ex presidente del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) e ora candidato alla guida della Federazione calcistica italiana, ha paragonato questo processo a un "circolo dantesco" (un riferimento all'opera di Dante). Secondo l'articolo, in quindici anni l'Italia, il paese più antico d'Europa, ha perso circa quattro milioni e mezzo di potenziali atleti di età compresa tra i 14 e i 19 anni.
Il testo sottolinea come la cultura americana abbia già esplorato il calcio in passato. Lo scrittore Paul Auster ha pubblicato un articolo sul New York Times Magazine in cui sosteneva che questo sport avesse sostituito le guerre come sfogo del nazionalismo in Europa.
L'articolo "L'Italia non è riuscita a qualificarsi per tre Mondiali consecutivi. La colpa è forse delle politiche migratorie del Paese?" può essere letto qui.







































