Tra centinaia di sentenze sfavorevoli sulle cause intentate dopo il Decreto Tajani, in vari tribunali, negli ultimi giorni hanno cominciato ad emergere decisioni favorevoli. Una di queste è appena diventata definitiva: la Tribunale ordinario di Bologna Il tribunale ha riconosciuto la cittadinanza italiana per discendenza a una famiglia di cittadini americani che non aveva formalmente fissato un appuntamento consolare entro il 27 marzo 2025, data limite stabilita dalla nuova legge.
La sentenza n. 3335/2026, emessa il 17 aprile 2026, è divenuta definitiva dopo un periodo di 30 giorni senza che il Ministero dell'Interno italiano avesse presentato ricorso. Il caso riguardava i discendenti di un cittadino italiano emigrato negli Stati Uniti, con discendenza documentata fino alla quarta generazione. La richiesta era stata presentata al tribunale il 17 maggio 2025, già ai sensi della validità del... Decreto Legge 36/2025, convertita nella Legge 74 del 23 maggio 2025.
Cosa dice la frase?
La decisione, firmata dal giudice Natascia Gardini, ha riconosciuto che i ricorrenti soddisfacevano i requisiti previsti dall'articolo 3-bis della legge 91/1992, introdotta dal decreto Tajani. Il giudice ha inoltre citato... Dichiarazione della Corte costituzionale italiana della sentenza del 12 marzo 2026, che ha respinto le principali obiezioni di incostituzionalità sollevate dalla Corte di Torino in merito alla nuova norma.
Il giudice ha compreso che la presentazione della richiesta giudiziaria, ai sensi del comma (b) dell'articolo 3-bis, esprimeva in modo chiaro e inequivocabile l'intenzione di richiedere la cittadinanza italiana e soddisfaceva pienamente i requisiti della normativa applicabile.
Contesto e cautela
L'avvocato Salvatore Aprigliano, responsabile del caso, ha rilasciato una dichiarazione in cui conferma che la decisione è divenuta definitiva. Nel testo, ha affermato: “Ciò non crea un precedente vincolante né garantisce il successo in casi analoghi, e il contenzioso post-riforma rimane fortemente legato alle circostanze di fatto. Tuttavia, è rilevante dal punto di vista procedurale che almeno una decisione favorevole post-riforma di Bologna abbia già superato l'intero iter di appello senza contestazioni”.
Alcune delle recenti sentenze favorevoli sono ancora in attesa di giudizio definitivo, motivo per cui gli avvocati hanno scelto di non divulgarle prima di tale data.
Un avvocato intervistato da Italianismo ha valutato la situazione con cautela, ricorrendo a un'analogia medica: "Per fare un paragone, è come se il paziente avesse lasciato il reparto di terapia intensiva e si trovasse ora in un reparto di cure intensive, e avesse ancora bisogno di assistenza".







































