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Italiani all'estero

L'Associazione Belluno denuncia l'abbandono dei veneziani nel mondo e inaugura un museo.

L'organizzazione celebra il suo 60° anniversario, annuncia l'apertura di un museo sull'emigrazione veneziana e chiede maggiore sostegno da parte della Regione Veneto per la sua comunità internazionale.

La 62ª Assemblea Generale dell'Associazione Bellunesi nel Mondo, svoltasi presso Palazzo Crepadona a Belluno, ha riunito circa 200 partecipanti nell'anno in cui l'organizzazione celebra il suo 60° anniversario.
La 62ª Assemblea Generale dell'Associazione Bellunesi nel Mondo, svoltasi presso Palazzo Crepadona a Belluno, ha riunito circa 200 partecipanti nell'anno in cui l'organizzazione celebra il suo 60° anniversario.

L'associazione Bellunesi nel Mondo ha celebrato il suo 60° anniversario con un appello diretto alla Regione Veneto: i finanziamenti destinati alle associazioni venete all'estero sono diminuiti del 78% nell'ultimo decennio.

La denuncia è stata presentata dal presidente. Oscar De Bona Durante la 62ª Assemblea Generale dell'organizzazione, svoltasi sabato 30 maggio presso Palazzo Crepadona a Belluno, hanno partecipato circa 200 persone. L'incontro è stato moderato dalla vicepresidente Patrizia Burigo.

De Bona ha inoltre criticato le inadempienze del servizio postale italiano nella consegna della rivista. Bellunesi nel mondo ai membri. Per lui, il problema riguarda un servizio essenziale per comunità diffuse in cinque continenti.

Minori finanziamenti per i veneziani in tutto il mondo

Secondo De Bona, i tagli ai finanziamenti regionali hanno già portato alla chiusura di associazioni storiche in Veneto e ridotto l'attività dei circoli all'estero.

Per il 2026, il Regione Veneto Ha confermato 200 euro per l'intero territorio. Il presidente ha affermato che l'ente non chiede "milioni di euro", ma almeno il doppio dell'importo attuale.

Ha citato il Friuli-Venezia Giulia e la Provincia di Trento come esempi di amministrazioni che hanno aumentato i finanziamenti per le associazioni dei propri emigrati.

Il consigliere regionale dell'opposizione Alessandro Del Bianco ha espresso il suo sostegno all'associazione, pur sottolineandone la posizione minoritaria. Ha elogiato la gestione delle risorse da parte dell'ente e ha affermato che Bellunesi nel Mondo "merita davvero un maggiore sostegno".

La rivista viene definita il "cordone ombelicale".

La seconda denuncia era rivolta al servizio postale italiano. De Bona ha affermato che "un servizio così basilare non è garantito" e ha aggiunto che non gli sembrava che l'azienda statale potesse chiudere i conti in perdita.

Anche il direttore della rivista, Dino Bridda, ha sottolineato la gravità del problema.

Per l'associazione, la pubblicazione cartacea rimane un legame con i residenti di Belluno all'estero. De Bona ha chiamato la rivista Bellunesi nel mondo del "nostro vero cordone ombelicale".

Il Museo dell'Emigrazione Veneziana aprirà a luglio.

L'assemblea ha anche segnato l'annuncio dell'apertura di Museo dell'Emigrazione Veneziana (MEV), previsto per il 4 luglio, presso la sede dell'associazione.

Lo spazio ha ricevuto un finanziamento a fondo perduto di 220.000 euro dal PNRR (Piano Nazionale per la Rigenerazione dell'Emigrazione Veneziana) e dal Ministero della Cultura. Secondo l'organizzazione, sarà l'unico museo regionale interamente dedicato all'emigrazione veneziana.

La proposta è interattiva e multimediale, e si rivolge anche al pubblico scolastico.

Cittadinanza, AIRE e tassazione

De Bona ha presentato anche tre fronti istituzionali sostenuti da Bellunesi nel Mondo.

La prima proposta prevede l'acquisizione automatica della residenza fiscale a Roma per gli emigranti che percepiscono una pensione italiana. Secondo l'organizzazione, questo modello aumenta le aliquote fiscali e riduce le entrate per i paesi di origine.

Il secondo problema riguarda i ritardi riscontrati dagli uffici anagrafici italiani nell'elaborazione dei documenti di stato civile per i cittadini iscritti all'AIRE.

Il terzo riguarda la cittadinanza italiana per discendenza. Con il cosiddetto Decreto TajaniIl riconoscimento si è limitato alla seconda generazione. L'associazione si batte per la sua estensione. almeno fino alla terza generazione, anche in risposta al declino demografico dei monti Belluno.

Compleanno senza la sensazione di essere arrivati.

Nonostante il 60° anniversario della sua fondazione, celebrato il 9 gennaio, De Bona ha evitato di assumere il tono di una celebrazione conclusiva. Ha affermato che la data non rappresenta un punto di arrivo, bensì "il trampolino di lancio per il futuro".

L'assemblea ha inoltre ricordato i membri scomparsi nel 2025 e all'inizio del 2026, ha consegnato delle pergamene ai membri e ai sostenitori e ha ascoltato la relazione economica del tesoriere Angelo Paganin.

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