Fallito il referendum tenutosi in Italia per ridurre il periodo necessario agli immigrati per richiedere la cittadinanza da dieci a cinque anni. La consultazione popolare, conclusasi lunedì (9), non ha raggiunto il quorum minimo del 50% degli elettori e ha registrato solo il 30% di partecipazione, secondo il Ministero dell'Interno.
Il voto, iniziato domenica (8), è stato invalidato perché non ha raggiunto il numero di elettori richiesto per i referendum abrogativi, quelli che propongono l'abrogazione di leggi. Oltre a quello sulla cittadinanza, sono stati annullati anche altri quattro referendum, tutti volti a rivedere gli standard del lavoro.
La proposta respinta mirava ad abrogare una norma degli anni '1990 che raddoppiava la durata minima della residenza legale per richiedere la cittadinanza in base alla durata della residenza. Attualmente, il termine è di dieci anni. Sebbene la modifica non influisca sulla cittadinanza per discendenza (jus sanguinis), il contesto politico è caratterizzato da regole sempre più stringenti.
Il governo del Primo Ministro Giorgia Meloni ha adottato una strategia chiara: smobilitare l'elettorato. La stessa capo del governo ha dichiarato che non si sarebbe recata alle urne, e i suoi alleati hanno ribadito questo consiglio. Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega, ha celebrato il risultato.
Salvini festeggia e indurisce il suo discorso
Nel corso di un evento in Francia con i leader della destra europea, come Marine Le Pen e Viktor Orbán, Salvini ha celebrato il fallimento del referendum:
"Oggi in Italia si votano referendum che non passeranno: la cittadinanza non è un regalo. Vogliamo regole più chiare e severe per diventare cittadini italiani: pochi anni di residenza in più non bastano. Per la Lega servono regole ancora più severe: non basta aver vissuto nel Paese per qualche anno; bisogna conoscere, rispettare e amare le leggi, la lingua e la cultura del Paese che accoglie. Altrimenti, tutti tornano a casa."
Il vice primo ministro ha ribadito anche le sue alleanze internazionali:
Siamo con Trump, con Bolsonaro, con Le Pen in Francia. E loro sono con me in Italia, dove ho rischiato l'arresto per aver difeso i nostri confini. Cercheranno di arrestarci, ma falliranno. Cercheranno di comprarci, ma non siamo in vendita. La vittoria appartiene ai più tenaci. Siamo dalla parte giusta della storia.
Nello stesso discorso, Salvini ha sostenuto che il Partito Popolare Europeo (PPE) dovrebbe rompere con il centro-sinistra e sostenere i conservatori.
Reazione civile e prossimi passi
Dopo la chiusura delle votazioni, le associazioni civili hanno iniziato a raccogliere firme per presentare un disegno di legge. L'obiettivo è eliminare il quorum minimo nei referendum revocatori, sostenendo che questo criterio favorisce il boicottaggio:
«Il quorum scoraggia la partecipazione e trasforma l’astensione in un’arma strategica per le minoranze», ha affermato il comitato organizzatore della proposta.







































