Tra il 29 settembre e il 3 ottobre, il CGIE ha tenuto incontri politici a Roma per chiedere modifiche alla legge sulla cittadinanza, un maggiore sostegno alla cultura italiana all'estero e il riconoscimento della diaspora come risorsa essenziale per il Paese.
Nel corso della riunione, il Consiglio ha ribadito che i 7,3 milioni di italiani residenti all'estero devono essere considerati una parte strategica del Paese. "Sono una ricchezza per l'Italia", ha affermato il CGIE, esortando il Parlamento e il Governo a riconsiderare la mobilità contemporanea e il ruolo delle comunità nel mondo.
Dialogo con il Parlamento e il governo
Nel corso della settimana, il CGIE ha incontrato le Commissioni Esteri della Camera dei Deputati e del Senato, nonché la Commissione Bilancio. L'obiettivo è garantire progressi sui temi già approvati nella sessione plenaria di giugno, come la riforma della cittadinanza e la sicurezza del voto all'estero.
L'ente ha inoltre richiesto la convocazione della V Assemblea della Conferenza permanente degli Stati, delle Regioni e delle Province autonome (CGIE), sospesa dal 2014.
Cittadinanza italiana e retroattività
Tra le proposte, il CGIE chiede di prorogare di un anno il termine per l'iscrizione anagrafica dei figli minori di cittadini italiani. Chiede inoltre la fine delle restrizioni alla doppia cittadinanza.
La questione è stata discussa direttamente con il Sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli. Si attende ora che la Corte Costituzionale si pronunci sulla retroattività prevista dalla riforma legislativa.
Cultura, istruzione e storia dell'emigrazione
Il CGIE ha affrontato anche la crisi dei finanziamenti per i corsi di lingua e cultura italiana all'estero. I rappresentanti hanno denunciato le difficoltà causate dall'attuale circolare ministeriale che regolamenta i finanziamenti per i centri culturali.
Il Consiglio si propone inoltre di includere l'insegnamento della storia dell'emigrazione italiana nelle scuole entro il 2026. Questo obiettivo segna il 40° anniversario della creazione dei Comitati e il 70° anniversario del disastro di Marcinelle in Belgio.
Accordo con il CNEL e incentivi al rientro
Nel corso dell'incontro è stato firmato un accordo interistituzionale con il CNEL (Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro). Il documento amplia il ruolo del CGIE nella formulazione di politiche pubbliche per la valorizzazione della diaspora e la creazione di meccanismi di incentivazione del rientro.
È stato inoltre creato uno specifico sottocomitato per sostenere la ricostruzione delle regioni colpite dal terremoto del 2016, con particolare attenzione al rientro dei cittadini nelle aree colpite.
Proposte di riforma e prossimi passi
Il CGIE ha deciso di elaborare una proposta di riforma della propria legge istitutiva. L'intento è quello di aggiornarne la struttura alla luce delle nuove esigenze della comunità italiana all'estero. Il testo sarà presentato alla prossima assemblea plenaria.
Sono inoltre previste assemblee continentali e una serie di webinar tematici con rappresentanti della base, rafforzando la partecipazione attiva delle comunità all'estero.










































