A Corte Suprema di CassazioneLa Corte di Cassazione italiana, la più alta corte del Paese, ha tenuto un'udienza a Roma martedì (14) per definire l'interpretazione della legge del 1912 che stabilisce chi è considerato cittadino italiano per nascita. La decisione, che potrebbe avere un impatto diretto sulle norme vigenti, dovrebbe essere resa pubblica entro due mesi.
Il processo ha luogo a seguito della recente udienza presso la Corte costituzionale, sentenza non ancora pubblicata, che sta valutando il Decreto Tajani, responsabile della limitazione della trasmissione della cittadinanza italiana e riaccendendo il dibattito tra i discendenti di italiani.
Il punto centrale discusso è stata la situazione dei minori con doppio status. Essi sono cittadini italiani per jus sanguinis e stranieri da jus soliLa Corte sta valutando se questi minori perdano la cittadinanza italiana qualora il padre o la madre ottengano la cittadinanza di un altro Paese mentre sono ancora minorenni.
Secondo il presidente dell'APEC (Associazione per la cooperazione italo-europea)Massimiliano Albanese ha evidenziato la differenza tra le disposizioni di legge analizzate. "L'articolo 7 si applica a coloro che sono nati all'estero con un'altra cittadinanza, mentre l'articolo 12 si applica ai minori che non possiedono tale cittadinanza e la acquisiscono in seguito", ha spiegato.
Secondo questa interpretazione, l'articolo 7 si applica a coloro che sono nati all'estero con un'altra cittadinanza. L'articolo 12, invece, riguarda i minori che non possiedono una cittadinanza straniera e la acquisiscono in seguito.
In pratica, ciò significa che un bambino nato in Italia e portato in un altro Paese da piccolo potrebbe perdere la cittadinanza italiana se il padre acquisisse la cittadinanza italiana per naturalizzazione. Tuttavia, un bambino nato all'estero da padre italiano manterrebbe la cittadinanza italiana, in quanto avrebbe avuto un'altra nazionalità fin dalla nascita.
Gli avvocati presenti all'udienza hanno rafforzato questa interpretazione e hanno presentato argomentazioni tecniche sull'applicazione della norma nel tempo.
Un altro punto rilevante è stata la posizione della Procura Generale, che si è dimostrata allineata alle argomentazioni degli appellanti, il che è stato considerato un segnale positivo dalle parti coinvolte.
I prossimi passi
La questione sarà esaminata anche dalla Corte Costituzionale. Tre ricorsi, provenienti dai tribunali di Campobasso e Mantova, mettono in discussione la validità della legge che limitava la cittadinanza, nota come Decreto Tajani.
L'argomentazione principale è che la modifica non avrebbe potuto essere apportata tramite decreto legge, a causa della mancanza di urgenza. Questo punto sarà centrale nel processo previsto per il 9 giugno.
Secondo gli esperti legali, questa potrebbe essere una delle ultime opportunità, nel breve termine, per definire le norme vigenti in materia di cittadinanza italiana per discendenza.




















































