Nel corso di una riunione tenutasi presso il Palazzo della Farnesina a Roma tra il 25 e il 28 novembre, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) ha presentato un piano ambizioso per rafforzare i diritti e la rappresentanza dei 7 milioni di italiani che vivono fuori dal Paese.
Tra gli argomenti trattati ci sono quelli Cittadinanza italiana consapevole, la sicurezza del voto all’estero e le politiche per favorire la mobilità circolare.
Cittadinanza consapevole
La proposta di a Cittadinanza italiana consapevole è stato presentato come risposta alle generalizzazioni e alle stigmatizzazioni che spesso circondano gli italiani all’estero.
Per il CGIE la cittadinanza italiana dovrebbe essere più di un diritto ereditario; dovrebbe essere un legame attivo con i valori costituzionali, la lingua e la cultura del Paese. Gianluca Lodetti, vicesegretario generale per le cariche governative, ha sottolineato che la cittadinanza deve nascere da elementi concreti che uniscono, come la comprensione del linguaggio e l'adesione ai principi della Costituzione italiana.
“Vogliamo che la cittadinanza sia un anello vivo, che colleghi i discendenti e i cittadini residenti a ciò che è essenzialmente italiano. È necessario capire che essere cittadino italiano significa anche assumersi delle responsabilità ed integrarsi in una comunità con un'identità chiara”, ha affermato Lodetti.
Mariano Gazzola, vicesegretario generale per l'America Latina, ha affrontato il tema dell'“identità italiana”, che spesso si manifesta in modi diversi in ogni Paese, “ma ciò non significa che non esista”. Ha chiesto: “Evitare generalizzazioni e stigmatizzazioni delle comunità italiane all’estero”.

Sicurezza del voto all'estero
La sicurezza di votare Italiani all'estero è stato ampiamente dibattuto. Tra le soluzioni presentate ci sono le schede elettorali con filigrana stampate in Italia e studi sull’uso del voto elettronico, anche se quest’ultimo deve ancora affrontare sfide tecniche in molti paesi.
Silvana Mangione, vicesegretaria generale per i Paesi anglofoni extraeuropei, ha ribadito: “Bisogna garantire che i voti siano sicuri e rappresentativi”.
Mobilità circolare
Con l’obiettivo di contrastare l’inverno demografico e rafforzare i legami con gli italiani oltre confine, l’ CGI politiche proposte per incoraggiare il ritorno nel paese.
Giuseppe Stabile, vice segretario generale per l'Europa e il Nord Africa, ha sottolineato l'importanza di trasformare la diaspora in una “risorsa effettiva”. "Vogliamo capire perché se ne vanno e cosa li farebbe tornare", ha spiegato.
Riformulare il CGIE e i Comitati
Una delle priorità presentate è stata la riforma della legge istitutiva del CGIE, del 1998. La proposta prevede l'adattamento alle nuove realtà dell'emigrazione e anche la costituzionalizzazione del CGIE, garantendo maggiore rilevanza e stabilità alle sue azioni.
Si è discusso anche della necessità di ristrutturare i Comitati per stare al passo con i cambiamenti delle dinamiche migratorie.
Investimenti nella promozione culturale ed educativa
Mantenere l’identità culturale italiana all’estero è una preoccupazione crescente.
Secondo Tommaso Conte, rappresentante del Cgie, i corsi di lingua italiana sono in una situazione precaria, con la mancanza di risorse che ostacola l'accesso dei bambini italiani nati all'estero. “Il sostegno all’identità culturale sta scomparendo e dobbiamo urgentemente invertire questa situazione”, ha avvertito.
Proposte per un futuro coeso
Il CGIE, infine, ha ribadito l’importanza di creare un orizzonte comune tra italiani all’estero, istituzioni e territori.
Lo svolgimento della Conferenza Permanente Stato-Regioni-Provincie Autonome-CGIE è stato evidenziato come uno spazio essenziale per delineare politiche e moltiplicare le opportunità per l'Italia e la sua diaspora.
“Non siamo solo un’opportunità, ma abbiamo bisogno degli strumenti per dimostrarlo”, ha concluso Maria Chiara Prodi, in una conferenza stampa al termine della riunione, questo giovedì (28).








































