Nel 2025, l'Italia vivrà un inverno demografico in peggioramento. Secondo l'Istituto Nazionale di Statistica (Istat), il paese ha registrato circa 13mila nascite in meno tra gennaio e luglio, rispetto allo stesso periodo del 2024. Il tasso di fertilità è sceso a 1,13 figli per donna, il tasso più basso nella storia italiana.
Allo stesso tempo, il governo guidato da Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini ha approvato una riforma della legge sulla cittadinanza che inasprisce il riconoscimento per le generazioni più lontane, come i pronipoti. La misura è stata descritta dal sociologo Daniel Taddone, laureato all'Università di San Paolo (USP), come una pietra miliare negativa nel rapporto dell'Italia con i suoi discendenti.
"O decreto di vergogna, come l’ho prontamente etichettato quando se n’è andato, (…) sarebbe passato alla storia come l’infame rapporto tra l’Italia e la sua diaspora”, ha detto in un’intervista con Italianismo questo mercoledì (22).

“L’Italia, come società, è letteralmente perduta”
Per Taddone, la situazione attuale non è una sorpresa. "Un'altra notizia che non sorprende nessuno, perché questa tendenza è peggiorata di anno in anno".
Il sociologo vede la crisi demografica come parte di una paralisi più ampia:
“L’Italia, come società, è letteralmente persa, non sa cosa fare.”
“C’è inerzia, c’è una stagnazione della creatività, e credo che l’Italia ne sia particolarmente colpita.”
Tra il 2018 e il 2023, il Paese ha perso circa un milione di residenti. "Non parliamo necessariamente un milione di italiani, parliamo un milione di residenti."
Secondo lui, “l’Italia è esposta a un ciclo di invecchiamento che ne compromette la sostenibilità economica e sociale”.
“Una riforma basata sulla vendetta e sull’invidia”
Taddone sostiene che la nuova legge sulla cittadinanza non solo rompe con la diaspora, ma è stata costruita su motivazioni politiche sbagliate. "Una riforma della legge sulla cittadinanza basata su vendetta, invidia e xenofobia".
E il cancelliere italiano lo sottolinea direttamente: “Nei discorsi del ministro Antonio Tajani, che è il grande promotore e catalizzatore di decreto di vergogna, questi elementi sono chiaramente visibili."
“L’Italia non ha mai voluto scommettere sulla sua diaspora”
Il sociologo lamenta che il Paese non riconosca la forza della sua comunità all'estero. “L’Italia non ha mai voluto pensare alla sua grande diaspora come a una possibilità per il futuro”.
Nell'intervista, cita i giovani italiani istruiti come potenziali alleati del rinnovamento italiano. "Naturalmente, i giovani italiani, quando vedono una società che è anche ostile alla loro presenza, finiscono per cercare altre strade".
"Oggi molti italiani all'estero si sentono rifiutati. Hanno la sensazione che l'Italia gli abbia semplicemente voltato le spalle."
E adesso?
Taddone ripone le sue speranze nel sistema giudiziario italiano. "Vedremo come migliorerà in futuro, perché dipenderà molto anche dalle decisioni delle corti superiori".
E conclude: "Le mie aspettative sono positive. Credo che la legge sia dalla nostra parte. Su una scala da 0 a 10, direi 8."























































