Il Tribunale di Roma ha emesso venerdì (17) una sentenza storica riconoscendo il diritto alla cittadinanza italiana per i minori, anche dopo le restrizioni imposte dalla nuova legge n. 74/2025. La sentenza favorisce la famiglia brasiliana Flamini e rappresenta la prima vittoria nota di questo tipo nella capitale italiana. Il caso ribalta l'incertezza giuridica causata da Decreto Tajaniche limita la trasmissione della cittadinanza iure sanguinis.
La decisione è stata ottenuta dagli avvocati. Salvatore Pinò e Andrea FerreiraRoma si unisce così ad almeno altri 10 tribunali italiani che hanno deciso di tutelare i diritti dei minori nei procedimenti giudiziari in corso. Il giudice del caso ha accolto il cosiddetto atto di intervento, che ha consentito l'inclusione dei figli minori nell'azione legale già intentata dai genitori contro il Ministero dell'Interno.
La condanna e la tutela costituzionale
Nella sua motivazione, il giudice ha sottolineato che le nuove norme italiane non possono pregiudicare le situazioni pendenti. La sentenza afferma che la nuova legislazione impone "un'interpretazione costituzionalmente orientata della disciplina transitoria, idonea a tutelare le situazioni pendenti dei minori".
Il tribunale ha compreso che, poiché il procedimento principale era stato avviato secondo la legge precedente, l'inclusione dei minori costituisce un evento giuridicamente valido. "L'accertamento dei presupposti per il riconoscimento della cittadinanza, disposto nella sentenza principale, produce gli stessi effetti anche a favore dei minori intervenuti", ha osservato il giudice in un passaggio della sentenza.
Comprendere l'atto di intervento.
L'atto di intervento (atto di interventoQuesto strumento giuridico ha reso possibile questa vittoria. Consente a una persona di inserirsi in un procedimento già avviato, senza dover intraprendere una nuova azione da zero. Nel caso della cittadinanza, i figli minori "sfruttano" il procedimento avviato dai genitori.
Questa strategia è stata fondamentale per superare il restrizioni previste dalla legge 74/2025I tribunali di Roma hanno confermato che, se ai genitori è garantito un diritto, anche i figli coinvolti nel procedimento devono ricevere lo stesso riconoscimento.























































