La Corte Suprema di Cassazione, la più alta corte del sistema giudiziario italiano, ha tenuto un'udienza martedì (14) a Roma sull'interpretazione della legge del 1912 che definisce chi è considerato cittadino italiano per nascita. La decisione, che potrebbe avere un impatto diretto sulle attuali norme di cittadinanza per diritto di sangue, dovrebbe essere pubblicata entro due mesi.
Per l'avvocato Marco MelloneSecondo il giudice, che rappresentava i discendenti, l'udienza è stata positiva e ha rafforzato la tesi secondo cui il diritto alla cittadinanza esiste dalla nascita.
Secondo lui, il dibattito si è concentrato su due questioni principali. "In primo luogo, la questione dell'applicazione del Decreto Tajani. In secondo luogo, la perdita della cittadinanza per i figli minorenni di italiani che hanno acquisito la cittadinanza di un altro Paese", ha spiegato.
Mellone ha sostenuto che il decreto non può riguardare le persone nate con la cittadinanza italiana. "Abbiamo affermato chiaramente che il decreto non può essere applicato a coloro che sono nati cittadini italiani", ha dichiarato.
Secondo l'avvocato, la Procura Generale appoggiava questa interpretazione. "Il Procuratore Generale ha affermato che tutti i discendenti hanno diritto alla cittadinanza dalla nascita e che non possono perderla contro la loro volontà", ha dichiarato.
Un altro punto sollevato riguardava la costituzionalità della perdita automatica della cittadinanza per i minori. Mellone ha dichiarato di aver chiesto alla Corte di Cassazione di deferire la questione alla Corte Costituzionale. "Ho chiesto che la norma che prevede la perdita automatica della cittadinanza per i minori venga dichiarata incostituzionale", ha affermato.
Ha sottolineato che tale perdita si verifica senza alcuna espressione di volontà, il che, secondo la sua argomentazione, viola i principi dell'ordinamento giuridico italiano.
L'avvocato ha inoltre sottolineato che i giudici hanno seguito con attenzione le presentazioni. "I giudici sono stati attenti, hanno preso appunti e sono fiducioso che la decisione potrà aiutare i discendenti", ha affermato.
Secondo lui, si prevede che la sentenza verrà pronunciata entro sessanta giorni. "Una decisione dovrebbe arrivare entro i prossimi 30-60 giorni", ha affermato.
Mellone ha inoltre affrontato un possibile scenario giuridico qualora la Corte Costituzionale convalidasse il decreto. Secondo lui, potrebbe esserci ancora spazio per un'interpretazione favorevole ai discendenti.
"È possibile che una legge venga considerata valida, ma interpretata in modo tale da non pregiudicare i diritti acquisiti dalla nascita", ha affermato.
In questo caso, ha spiegato, le decisioni della Corte di Cassazione possono guidare la magistratura. "Le decisioni della Corte Suprema sono vincolanti e possono garantire il riconoscimento della cittadinanza attraverso il processo giudiziario", ha affermato.
L'avvocato ha inoltre sottolineato l'importanza del processo. "Stiamo parlando della più alta corte d'Italia. Non esiste una corte più alta", ha affermato.
Infine, ha criticato gli effetti del Decreto Tajani sui discendenti. "Quello che è successo è grave. Milioni di cittadini italiani si sono svegliati da un giorno all'altro senza cittadinanza", ha dichiarato.
Secondo Mellone, la posizione della Corte è cruciale per evitare la creazione di precedenti. "Se non c'è una posizione chiara, si crea un pericoloso precedente nell'ordinamento giuridico italiano", ha concluso.
I prossimi passi
La questione sarà esaminata anche dalla Corte Costituzionale. Tre ricorsi, provenienti dai tribunali di Campobasso e Mantova, mettono in discussione la validità della legge che limitava la cittadinanza, nota come Decreto Tajani.
L'argomentazione principale è che la modifica non avrebbe potuto essere apportata tramite decreto legge, a causa della mancanza di urgenza. Questo punto sarà centrale nel processo previsto per il 9 giugno.
Secondo gli esperti legali, questa potrebbe essere una delle ultime opportunità, nel breve termine, per definire le norme vigenti in materia di cittadinanza italiana per discendenza.





















































