Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio (TAR Lazio) ha tenuto mercoledì 12 novembre un'udienza per pronunciarsi sul ricorso avverso la circolare n. 26185, emanata dal Ministero dell'Interno il 28 maggio 2025. Il ricorso, registrato con il numero 8883, mette in discussione la legittimità della nuova categoria di "cittadino italiano per effetto di legge", applicata ai minori nati all'estero da genitori italiani.

Cambiamenti nelle regole della cittadinanza
La controversia è iniziata dopo l'emanazione della Legge 74 del 23 maggio 2025, che ha modificato la Legge 91/1992, base della legislazione italiana sulla cittadinanza. La riforma ha eliminato il riconoscimento automatico della cittadinanza per molti nati all'estero e ha stabilito nuovi requisiti: una dichiarazione formale dei genitori e un certificato di residenza per il minore.
Pochi giorni dopo, il Ministero dell'Interno ha pubblicato una circolare per orientare comuni e consolati. Il ricorso sostiene che il documento abbia creato, senza fondamento giuridico, la categoria "per beneficio di legge". (beneficiario di legge), termine assente dal testo originario della normativa.
Fondamento giuridico e argomenti del ricorso
Sebbene il termine "beneficio della legge" sia utilizzato nella dottrina giuridica per i casi in cui la cittadinanza non è automatica, gli autori del ricorso, da Studio Legale Pinelli Schifani & Caronia, rappresentando un Confederazione degli Italiani nel Mondo (CIM)Sostengono che la circolare vada oltre il suo ruolo interpretativo. Il punto centrale della critica è che il documento impone barriere amministrative non previste dalla legge approvata dal Parlamento.
Tra i principali fondamenti giuridici vi sono:
Mancanza di base giuridica
Gli autori sostengono che la circolare imponga requisiti ulteriori rispetto a quelli previsti dalla normativa. Tuttavia, l'articolo 4, comma 1-bis, della nuova legge richiede già una dichiarazione formale. Pertanto, il documento si limiterebbe a guidarne l'applicazione pratica.
Violazione dei principi costituzionali
Un altro punto sollevato menziona possibili violazioni di principi costituzionali, come l'uguaglianza e il rispetto dei trattati internazionali. Questa argomentazione, tuttavia, si concentra più sulla Legge 74 che sulla circolare. Corti come quelle di Torino e Mantova hanno già sottoposto alla Corte Costituzionale questioni di legittimità costituzionale della norma.
Retroattività incostituzionale
L'applicazione delle nuove norme ai casi anteriori alla riforma è considerata problematica. Il Tribunale di Campobasso, ad esempio, ha stabilito con sentenza n. 375/2025 che il decreto-legge non può essere applicato retroattivamente, preservando il principio di certezza del diritto.
Possibili decisioni del TAR Lazio
Sebbene il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) non abbia il potere di dichiarare l'incostituzionalità di una legge, si possono verificare tre esiti:
1. Rifiuto
Se il tribunale ritiene che le critiche si riferiscono alla legge e non alla circolare, il ricorso può essere respinto.
2. Accettazione parziale
Se riconosce che la circolare eccede i limiti di legge, può annullare punti specifici del testo amministrativo.
3. Rinvio alla Corte Costituzionale
Lo scenario più significativo sarebbe quello di rinviare il caso alla Corte Costituzionale, dopo altri tribunali che stanno già contestando la validità della nuova normativa.
La sentenza, attesa nei prossimi giorni, sarà decisiva per migliaia di famiglie che chiedono il riconoscimento della cittadinanza italiana per i propri figli minorenni, a seguito delle modifiche imposte nel 2025.


























































