La recente decisione della Corte costituzionale portoghese, che ha ritenuto incostituzionali alcune parti della nuova legge sull'immigrazione, è vista come un segnale positivo per i discendenti italiani che attendono una decisione in Italia sul futuro della cittadinanza secondo lo ius sanguinis.
L'8 agosto il presidente portoghese Marcelo Rebelo de Sousa ha posto il veto alle modifiche approvate a luglio dal Parlamento, seguendo l'interpretazione della Corte Costituzionale. La Corte ha riscontrato violazioni di principi quali uguaglianza, proporzionalità, certezza del diritto, diritto all'unità familiare e accesso alla giustizia.
La decisione presa in Portogallo rafforza la percezione che Le corti costituzionali europee danno priorità alla tutela dei diritti storici e costituzionali.
a Daniele Taddone, consigliere del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero (CGIE) e presidente dell'associazione Natitaliani, l'episodio portoghese dimostra l'importanza di un controllo costituzionale efficace.
“Il governo di centro-destra del Portogallo, ispirato dall’ondata anti-stranieri che sta travolgendo l’Europa, ha voluto calpestare alcuni principi costituzionali ed è stato debitamente fermato dalla Corte Costituzionale, che era stata provocata dal Presidente della Repubblica, Marcelo Rebelo de Sousa”, ha detto. Italianismo.
Parallelamente al processo in Italia
Il provvedimento rinvia il testo all'Assemblea Nazionale per eventuali modifiche, preservando le garanzie fondamentali e limitando le restrizioni ai diritti degli stranieri. Tra i punti esclusi figurano il divieto di ricongiungimento familiare e la limitazione dei ricorsi giurisdizionali per gli immigrati.
Taddone paragona la situazione portoghese a quella italiana. "In Italia, purtroppo, il controllo di costituzionalità non funziona allo stesso modo, e il Presidente Sergio Mattarella ci ha deluso firmando due volte il Decreto della Vergogna".
Il caso portoghese funge da riferimento morale per l'analisi che la Corte costituzionale italiana dovrà svolgere entro l'inizio del prossimo anno, sulla compatibilità della legge n. 74/2025 e del decreto Tajani con la Costituzione.
Aspettative nelle comunità all'estero
Per Taddone la speranza è che i magistrati italiani seguano l'esempio di Lisbona.
"Ho fiducia e confido che la Corte Costituzionale italiana non si sottrarrà ai suoi obblighi, come è successo in Portogallo. Ci sono giudici a Lisbona e ce ne saranno anche a Roma", ha aggiunto.







































