L'Agenzia delle Entrate italiana, Agenzia delle EntrateHa chiarito che il riconoscimento della cittadinanza italiana concesso a più familiari con un unico provvedimento giudiziario è soggetto al pagamento di un'unica tassa di registrazione, fissata in 200 euro.
Le indicazioni sono contenute nella risposta n. 196/2025, pubblicata il 30 luglio. La questione è stata sollevata da un contribuente che desiderava registrare una sentenza del tribunale che riconoscesse la cittadinanza italiana non solo a sé stesso, ma anche alla figlia e ai due nipoti, tutti nati all'estero.
La questione era se l'imposta di registro dovesse essere pagata separatamente da ciascuna persona menzionata nella sentenza del tribunale o una volta sola per l'atto nel suo complesso.
Una sola frase, una sola tariffa
L'Agenzia ha rilevato che l'imposta di registro è calcolata in base alla natura giuridica dell'atto, non al numero di beneficiari. Ciò significa che l'analisi si concentra sul contenuto giuridico della sentenza e sui suoi effetti giuridici, e non sulla forma o sul numero di persone coinvolte.
Nella pratica, alcuni tribunali italiani hanno richiesto il pagamento dell' compenso di 200 euro per ogni richiedente incluso nella sentenza, il che ha aumentato significativamente i costi per le famiglie che chiedevano il riconoscimento della cittadinanza per via giudiziaria.
Ai sensi dell'articolo 20 del Testo Unico dell'Imposta di Registro (DPR n. 131/1986), l'imposta deve essere calcolata sulla base della sostanza giuridica dell'atto. L'articolo 21, tuttavia, distingue quando più disposizioni sono contenute in un unico atto: se sono indipendenti l'una dall'altra, si tratta di imposte distinte. Se invece sono inscindibilmente collegate, si applica un'unica imposta.
Nel caso della cittadinanza, la decisione non ha alcun contenuto economico. Si tratta di un riconoscimento giuridico senza conseguenze finanziarie, che esclude la possibilità di pagare più imposte a persona.
Regola per gli atti non patrimoniali
L'articolo 8 della Tariffa, Parte I, allegato allo stesso decreto, stabilisce che gli atti giudiziari privi di contenuto economico sono soggetti alla c.d. imposta fissa, attualmente fissato in 200 euro. In questa categoria rientrano espressamente le sentenze di riconoscimento della cittadinanza italiana.
Pertanto, anche se riguarda più membri della famiglia, la sentenza del tribunale è considerata un unico atto giuridico ai fini fiscali. Pertanto, è sufficiente il pagamento di un'unica parcella.
Questa interpretazione può essere applicata ad altri casi simili, ogniqualvolta si tratti di decisioni giudiziarie che non comportano trasferimenti di beni, denaro o altri effetti patrimoniali.





















































