L'Agenzia delle Entrate italiana ha annunciato una nuova tariffa ritenuta irragionevole dagli esperti. D'ora in poi, a tutti i richiedenti elencati nelle domande di cittadinanza italiana verrà addebitata... dovrà pagare 100€ (circa R$630) per la registrazione della sentenza.
Il cambiamento è stato annunciato questo martedì (14). Fino al 2024 la pratica prevedeva di addebitare una tariffa fissa per processo, indipendentemente dal numero di partecipanti.
Cosa cambia con la nuova norma?
Con la determinazione, i processi con più richiedenti vedranno aumentare i loro costi proporzionalmente al numero delle parti interessate. Pertanto, un'azione con cinque richiedenti, ad esempio, avrà un aumento di 500 euro.
La giustificazione presentata dall'agenzia si basa su un'interpretazione più restrittiva del codice civile italiano, che prevede tariffe specifiche per la registrazione degli atti processuali. Tuttavia, avvocati ed esperti contestano questa applicazione.

Domande legali
L'avvocato Antonio Cattaneo spiega che non esiste alcuna base giuridica o base per questo requisito. “Le decisioni dei tribunali sono soggette ad una tassa fissa di 200 euro. Tale importo viene diviso tra le parti coinvolte, metà pagato dai ricorrenti e metà dal Ministero degli Interni”, afferma.
Valerio Piccolo, anch'egli avvocato, ribadisce che la nuova tariffa è giuridicamente infondata. “La legislazione stabilisce che il valore si applica alla pena, non al numero di persone nella joint venture. Tassare individualmente ciascun richiedente non ha alcuna base giuridica”, spiega.
Impatto sulle famiglie
Oltre alla nuova tariffa di 100 euro a richiedente, dal 1° gennaio 2025 è in vigore un'altra tariffa elevata: 600 euro a persona per le procedure di riconoscimento della cittadinanza italiana. In precedenza, l'importo era di 548 euro a domanda, indipendentemente dal numero di partecipanti.
“Questa nuova tariffa inventata dall'Agenzia delle Entrate è assurda e sproporzionata. Non mi sorprenderei se decidessero di addebitare importi retroattivi. La giustizia dovrebbe riparare i diritti, ma diventa un ostacolo finanziario”, critica Reginaldo MaiaDi Beata cittadinanza, società specializzata nelle richieste di cittadinanza italiana.
La somma dei costi preoccupa discendenti ed esperti italiani. Per molti l’accesso alla cittadinanza diventa irrealizzabile, soprattutto per le famiglie con un potere d’acquisto inferiore.







































