Pizza Hut sa che gli italiani tradizionalisti considerano le sue ricette un "crimine culinario". Per questo motivo, il marchio ha deciso di innovare la sua nuova campagna: ha cercato l'approvazione degli italiani nati in Giappone, Libano e Kazakistan.
L'esperimento sociale ha testato i limiti di tradizione culinariaDa un lato, gli italiani tradizionali sono stati invitati a esprimere la loro opinione. Dall'altro, gli italiani "non tradizionali", privi di mentalità purista, hanno valutato la loro nuova linea di pasta.
Le reazioni sono state catturate in video e hanno rivelato lo shock culturale. Mentre alcuni partecipanti hanno mostrato entusiasmo, altri hanno reagito con un sopracciglio alzato di fronte alle folle servite dalla catena.
La campagna sfrutta l'ironia di un marchio che non ha nemmeno punti vendita in Italia e che cerca l'approvazione dei cittadini "legittimi". L'obiettivo era esplorare la tensione emotiva tra la salvaguardia della cucina sacra e l'accoglienza del nuovo.
Secondo Ahmad Hasan, responsabile marketing di Pizza Hut in Medio Oriente, l'azienda sa che il suo impasto è non convenzionale. Ha affermato che il marchio ha deciso di affrontare la sfida a testa alta, invece di rifuggire dall'etichetta.

Il direttore creativo Augusto Correia ha sottolineato che il coraggio di ridere di sé aiuta il marchio a entrare in contatto con le persone. Per lui, l'onestà rende la comunicazione più umana e accessibile al pubblico.
La campagna si è concretizzata in un cortometraggio e contenuti per i social media. I contenuti utilizzano frasi fuori contesto per creare momenti comici e rafforzare l'identità del marchio sul mercato internazionale.






































