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Cittadinanza

Meloni difende l’attuale legge sulla cittadinanza ed esclude una riforma immediata

Giorgia Meloni sostiene che l'attuale legge italiana sulla cittadinanza è “ottima” ed esclude riforme come lo jus scholae.

Meloni difende l’attuale legge sulla cittadinanza ed esclude una riforma immediata
Meloni difende l'attuale legge sulla cittadinanza ed esclude una riforma immediata | Foto: fanpage.it

Il Primo Ministro italiano Giorgia Meloni ha dichiarato giovedì (9) che l'attuale legislazione sulla cittadinanza in Italia è "ottima" e che il suo governo non intende riformarla al momento. La dichiarazione è stata rilasciata durante una conferenza stampa a Roma, in risposta alle domande sul riconoscimento della cittadinanza per gli immigrati e i discendenti di italiani.

Meloni ha sottolineato che il programma di governo è “ampio” e che non ritiene opportuno inserire nuove agende in questo contesto. Sul tema ha ribadito che l'Italia è già uno dei Paesi europei che concede più cittadinanza, soprattutto ai minorenni.

Il primo ministro ha criticato anche proposte come lo jus scholae, che consentirebbe di concedere la cittadinanza ai figli di immigrati dopo dieci anni di residenza ininterrotta e il completamento del ciclo scolastico.

Secondo Meloni questi cambiamenti potrebbero creare problemi, soprattutto nei casi in cui i genitori ritornino nei Paesi di origine. “La cittadinanza di un minore è solitamente legata a quella della sua famiglia. Nei paesi in cui non è consentita la doppia cittadinanza, ciò potrebbe trasformare il giovane in uno straniero nel paese di origine dei genitori”, ha spiegato.

Giorgia Meloni nel corso di una conferenza stampa a Roma, dove ha ribadito la sua posizione sulla legislazione sulla cittadinanza in Italia
Giorgia Meloni nel corso di una conferenza stampa a Roma, dove ha ribadito la sua posizione sulla legislazione sulla cittadinanza in Italia

Riaggiustamento del tasso di CIdadania

Recentemente, il governo italiano ha approvato le modifiche alla Legge di Bilancio che incidono sulle richieste di riconoscimento della cittadinanza per diritto di sangue (jus sanguinis). La tassa per i procedimenti giudiziari è aumentata da 545 euro a 600 euro per richiedente. Ai consolati la cifra richiesta è salita da 300 a 600 euro.

La proposta del vice primo ministro Antonio Tajani, che suggerisce di limitare lo ius sanguinis ai discendenti di italiani nati fuori dall'Italia, non inciderebbe sui processi già in corso.

Agevolerebbe invece la cittadinanza per gli stranieri nati in Italia o arrivati ​​prima dei cinque anni, purché vi risiedano per un decennio e completino gli studi. Tajani ha chiamato questo sistema ius italiae, sottolineando l'attenzione all'integrazione educativa e sociale.

Guarda la risposta completa di Meloni:

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