Nei giorni scorsi il vice primo ministro italiano Antonio Tajani ha promesso modifiche alla legge sulla cittadinanza e il progetto, denominato “Diritto Jus Italiae”, è stato presentato questo sabato (05).
La proposta, firmata da Paolo Barelli, presidente del fronte parlamentare Forza Italia alla Camera dei Deputati, e MaurizioGasparriIl presidente del gruppo parlamentare Forza Italia al Senato impone restrizioni ai discendenti degli italiani e facilita il processo di naturalizzazione per i figli degli immigrati.
Restrizione e aumento delle tariffe
Una delle principali novità della legge 05 febbraio 1992, suggerita nel testo, riguarda l'esclusione dei discendenti di italiani nati fuori dall'Italia. Secondo il progetto “gli stranieri con origini italiane non potranno più ottenere la cittadinanza se i loro genitori, nonni e bisnonni sono nati all'estero”.
Tuttavia, per evitare questioni di incostituzionalità, come nel progetto di Roberto Menia, presentato lo scorso anno, la norma verrebbe applicata solo ai nati dopo l'entrata in vigore della nuova legge.
La bozza suggerisce inoltre l'esclusione dei diritti per i bambini adottati da discendenti di italiani. La proposta stabilisce che “la persona adottata all'estero da discendenti italiani non otterrà la cittadinanza se i genitori adottivi, i nonni e i bisnonni sono nati all'estero”.
La proposta di Forza Italia, inoltre, mira ad aumentare i costi per i richiedenti la cittadinanza. Il progetto dà ai Comuni la possibilità di addebitare fino a 600 euro per lo svolgimento dei processi di riconoscimento della cittadinanza per i discendenti. I consolati potrebbero anche richiedere lo stesso importo per il rilascio dei documenti necessari. Al momento, il prezzo è 300 euro.
Facilitazioni per i figli di immigrati
In contrasto con le restrizioni sui discendenti, il progetto mira a facilitare l'ottenimento della cittadinanza per i figli di immigrati nati o arrivati in Italia in tenera età.
La nuova norma consentirà agli stranieri nati in Italia, o arrivati prima dei cinque anni e residenti ininterrottamente in Italia da almeno dieci anni, di chiedere la cittadinanza al compimento dei 16 anni, purché abbiano completato il ciclo educativo obbligatorio. .
Questa flessibilità è vista come un tentativo di compiacere settori della sinistra italiana, che da tempo sostengono una revisione delle regole di cittadinanza per gli immigrati e i loro discendenti, e di conseguenza ottenere voti sufficienti.
Critica interna
Pur essendo un progetto di Forza Italia, il “Legge Jus Italiae” ha già ricevuto critiche all'interno del partito stesso.

In un gruppo WhatsApp di partito, un membro ha espresso indignazione per la proposta, classificandola come a “Insulto alla dignità ancestrale e al DNA dei discendenti italiani”.
Il messaggio, che si è diffuso rapidamente, accusa gli autori della legge di aver tentato di farlo “cancellare l’identità dei discendenti italiani”.










































