“Tigre della sinistra italiana”, “Miss Parlamento” e “la fidanzata d’Italia” sono alcuni degli epiteti che la accompagnano.
Da quando è emersa sulla scena politica all'inizio del decennio, Maria Elena Boschi, 35 anni, ha dovuto abituarsi a elogi e critiche che mettono in risalto le sue qualità fisiche piuttosto che quelle professionali.
Ma mentre facevano attenzione ai suoi capelli biondi e agli occhi azzurri, il ministro per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento ha aperto la strada per diventare la donna più potente della politica italiana.
Con il passare del tempo, le critiche riguardanti la sua età sono scomparse, ma il sessismo di tanto in tanto torna alla ribalta.
Recentemente, il giornale l Mattinale, legato al partito di Silvio Berlusconi, ha pubblicato una vignetta che mostra Maria Elena con le braccia aperte e la domanda “Chi vuole contrarre un'unione civile con me?”.
Il disegno si riferisce al progetto che autorizza le unioni civili tra omosessuali, che ha spinto al limite la capacità negoziale del ministro.
Sulla copertina delle riviste
Anche le riviste di gossip italiane non esitano a inserire in copertina le foto di Maria Elena Boschi in bikini, riservandole il trattamento riservato alle star della televisione. Inoltre, se qualcuno digita “Maria Elena Boschi” su YouTube, ad esempio, tra i primi suggerimenti di ricerca ci saranno “caldo”, “cosce”, “bikini” o “seno”.
Agli attacchi sessisti il ministro della sinistra italiana risponde con un gioco di parole: “Giudicatemi dalle riforme, non dalle forme”.
Non è stata una sorpresa che nel febbraio 69,2, un Congresso in cui il 75% dei membri sono uomini e più del 40% hanno più di 2014 anni, ha ricevuto la nomina di una giovane donna con poca esperienza a una delle posizioni più importanti nel gabinetto del Primo Ministro. -ministro Matteo Renzi.
Appena insediatosi, scelse Maria Elena per il duro lavoro di riscrittura della Costituzione e per portare avanti la sua ambiziosa agenda riformista.
Inizi in politica
“Mari”, per chi le è vicino, è nata il 24 gennaio 1981 a Montevarchi, ma è cresciuta a Laterina, un comune di 3.500 abitanti situato in provincia di Arezzo, in Toscana. Ha studiato in una scuola cattolica tradizionale, si è laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Firenze e ha trovato lavoro presso un rinomato studio legale.
Lì scopre la sua passione per la politica, guidata dal collega Francesco Bonifazi, membro attivo del Partito Democratico di centrosinistra (PD), partito attualmente guidato da Renzi.
Quando Renzi divenne sindaco di Firenze nel 2009, la invitò a far parte del consiglio di amministrazione dell'azienda di gestione idrica della città, e da allora il rapporto tra i due si è sempre più stretto. Successivamente Renzi gli ha affidato l'incarico di organizzare il convegno per pubblicizzare la sua piattaforma politica.
La partecipazione di Mari al congresso, con indosso una giacca rosa e scarpe col tacco leopardate, le valse il soprannome di “tigre della sinistra italiana” e la liberò dall'anonimato. Nel 2013 viene eletta deputata per la Toscana, consolidando una vertiginosa ascesa verso i vertici della politica italiana.
salire
Quando nel 2014 fu chiamato a formare un nuovo governo, Renzi delegò a Boschi il portafoglio delle Riforme Costituzionali e dei Rapporti con il Parlamento. La tua missione? Riscrivi la Magna Carta e affronta una delle legislature più difficili della storia italiana.
Le critiche alla nomina furono immediate. I membri dell’opposizione hanno affermato che il ruolo richiedeva politici più esperti. C'è chi ha fatto appello al machismo: dopo il giuramento è apparso sul web un montaggio della Boschi chinata a firmare lo strumento d'inaugurazione e un perizoma che mette in mostra i pantaloni.
In Parlamento gli attacchi si concentrano più sul contenuto che sulla confezione. “Prima c’erano molti più pregiudizi. Oggi ce l'ha ancora, ma la rispettano perché si è fatta rispettare con il suo lavoro», aggiunge la deputata italo-brasiliana Renata Bueno, amica del ministro che ha solo un anno più di lei.
Profilo tecnico e discreto, ma sempre determinato, Maria Elena ha già portato a casa vittorie importanti, come l'approvazione del “Labour Act”, la nuova legge elettorale, la riforma dell'istruzione e, fiore all'occhiello, la riforma costituzionale.
Soprannominato "Legge Boschi", il disegno di legge pone fine al sistema bicamerale paritario, riducendo drasticamente i poteri del Senato, ed è considerato il più grande successo del ministro nei suoi due anni a Roma. (Vedi/Ansa).

























































