La Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica ha concluso, martedì 14, l'esame della Decreto legge 36 sulla cittadinanza, stabilendo che sia il relatore ad avviare la discussione in plenaria.
Il voto è stato però segnato da un’assenza significativa: la Lega, il partito guidato dal vicepremier Matteo Salvini, non ha partecipato.
La posizione del partito è stata interpretata a Roma come un segnale politico. Salvini non è d'accordo con gran parte degli emendamenti che limitano l'accesso alla cittadinanza italiana per i discendenti nati all'estero. Per lui, la legge deve essere rivista, ma non nel modo in cui è stata presentata.
«È un dato politico rilevante, che dimostra quanto il decreto non soddisfi nemmeno chi lo ha promosso», ha detto il senatore. Francesco Giacobbe, eletto all'estero dal Partito Democratico (PD). Secondo lui il testo è “confuso e sbilanciato”.
Dietro le quinte della politica romana, si fa sempre più strada la percezione che la Lega possa essere il fattore decisivo nel voto finale. Accanto al partito, il sostegno dei parlamentari del MAIE (Movimento Associativo Italiani all'Estero), provenienti anche dalla base governativa, possono consolidare i voti necessari per modificare il testo.
Dopo il rifiuto della emendamento che richiedeva un certificato di conoscenza della lingua italiana (livello B1) Per mantenere la cittadinanza, i membri della Lega cominciarono a prendere nuove disposizioni. Tra loro c'è l'ex vice Luis Roberto Lorenzato.
"Siamo riusciti a respingerlo. Che fatica. Siamo anche riusciti a rimuovere la parola 'Nato in Italia' dal testo. Ora stiamo lottando per rimuovere la parola 'cittadino esclusivamente italiano'", ha detto Lorenzato, riferendosi alla sezione che minaccia i diritti dei discendenti italiani con doppia cittadinanza.
La proposta del gruppo è di sostituire l'espressione "esclusivamente italiano" con "ius sanguinis", un termine legale che riconosce il diritto alla cittadinanza per discendenza. Se approvata, la modifica andrebbe a beneficio dei brasiliani con cittadinanza italiana acquisita tramite successione ereditaria.
Lorenzato sta discutendo dei cambiamenti con i vertici della Lega e ha confermato che la questione verrà sollevata in un incontro con il vicepremier e senatore Matteo Salvini. L'incontro è previsto per mercoledì 14 maggio.
Il decreto legge che inasprisce il riconoscimento della cittadinanza italiana è in vigore dal 28 marzo, ma per diventare definitivo deve essere approvato dal Parlamento – Senato e Camera dei Deputati – entro 60 giorni. Ovvero, entro il 26 maggio. In caso contrario, perderà validità.
Vale la pena ricordare che, oltre alle divergenze sugli emendamenti e sul decreto legge 36, Salvini si è trovato in contrasto con il collega vicepremier Antonio Tajani, autore del decreto, su diversi altri temi all'interno del governo Meloni.






































