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Cittadinanza

Un consulente del tribunale pubblica un'analisi sulla cittadinanza italiana alla vigilia della decisione delle Sezioni Unite.

Gli avvocati intervistati da Italianismo contestano la tesi della preclusione originaria e affermano che il testo non va oltre la decisione della Corte Costituzionale.

Cesare Trapuzzano, avvocato della Corte di Cassazione italiana.
Cesare Trapuzzano, avvocato della Corte di Cassazione italiana.

L'articolo pubblicato questo giovedì (21) da Il Quotidiano Giuridico, firmato da Cesare TrapuzzanoIl consulente della Corte di Cassazione italiana è stato accolto con serenità dagli avvocati specializzati in cittadinanza italiana intervistati da Italianismo.

Il testo, intitolato “È legittimo escludere la cittadinanza italiana per coloro che sono nati all'estero e possiedono un'altra cittadinanza.L'articolo, in traduzione libera, analizza la sentenza n. 63/2026 della Corte Costituzionale, che ha ritenuto legittima la nuova restrizione al riconoscimento della cittadinanza italiana per i discendenti nati all'estero e per i titolari di altra cittadinanza. Tuttavia, a giudizio degli esperti legali, l'articolo in sé non apporta alcuna novità giuridica rilevante.

"In sostanza, riproduce la decisione della Corte Costituzionale. Non vi è alcuna elaborazione critica originale né argomentazione nuova", ha riassunto uno degli avvocati intervistati per questo articolo.

Tuttavia, la tempistica della pubblicazione ha attirato l'attenzione.

Trapuzzano è membro della Corte di Cassazione, la stessa corte che nelle prossime settimane, nelle Sezioni Unite, si pronuncerà sulla questione dell'applicazione retroattiva del Decreto Tajani. L'udienza si è svolta il 14 aprile. e si attende la sentenza.

"Non si tratta di un testo irrilevante per il suo contenuto. È rilevante per chi l'ha scritto e per il momento in cui è apparso", ha affermato un altro esperto.

Il punto centrale della decisione della Corte costituzionale, ribadito nell'articolo, è la tesi della cosiddetta "preclusione originale".

Secondo questa interpretazione, il Decreto Tajani non revocava le cittadinanze già acquisite. La nuova legge stabiliva soltanto che alcuni discendenti nati all'estero non acquisivano mai la cittadinanza italiana.

È proprio su questo punto che si concentra la principale critica da parte degli esperti.

«La trasmissione della cittadinanza avviene alla nascita, iure sanguinis, non al momento del riconoscimento. Non si può parlare di preclusione per chi non ha esercitato un diritto che, di fatto, si acquisisce mediante un fatto giuridico, ovvero la nascita. Quindi non c'è preclusione. Se il processo fosse costitutivo del riconoscimento della cittadinanza, allora sì, ma non lo è», ha affermato uno degli avvocati.

In pratica, affermano gli esperti legali, la Corte Costituzionale ha dovuto modificare la logica tradizionale del sistema per garantire la costituzionalità della riforma.

«Se la cittadinanza si acquisisce alla nascita, impedirne il riconoscimento in seguito equivale sostanzialmente a togliere un diritto già esistente. Per evitare questo problema, la Corte ha iniziato a trattare queste persone come se non avessero mai acquisito la cittadinanza», ha affermato un altro avvocato.

Secondo il parere degli avvocati consultati, questa interpretazione rappresenta una rottura significativa con decenni di giurisprudenza italiana in materia. iure sanguinis.

Allo stesso tempo, gli esperti riconoscono che la Corte costituzionale non ha agito senza una giustificazione giuridica.

La decisione recepisce il principio della cosiddetta "cittadinanza effettiva", un concetto che sta guadagnando terreno nei dibattiti europei sulla nazionalità e sul reale legame tra cittadino e Stato.

Nella sentenza stessa, la Corte afferma che la norma mira a promuovere "un ragionevole equilibrio tra il principio di effettiva attuazione della cittadinanza e le legittime aspettative dei beneficiari".

Secondo uno degli avvocati intervistati da Italianismo, il problema non risiede necessariamente nella discussione sui futuri limiti per le trasmissioni indefinite di cittadinanza, ma nel tentativo di applicare retroattivamente questo cambiamento di interpretazione.

"Lo Stato può discutere nuovi criteri per il futuro. Il punto delicato è cercare di ridefinire legalmente situazioni che, per decenni, sono state considerate diritti preesistenti."

Nonostante l'attenzione mediatica, gli esperti ritengono che l'articolo di Trapuzzano, di per sé, non dovrebbe influenzare direttamente il giudizio delle Sezioni Unite.

«La Camera di Cassazione non decide sulla base di articoli di riviste giuridiche. Ma il testo può essere interpretato come un segnale del clima istituzionale che si sta formando all'interno delle alte corti», ha affermato uno degli intervistati.

Dietro le quinte del dibattito giuridico italiano, si percepisce che la tesi della "preclusione originaria" sia diventata il principale strumento utilizzato per sostenere la validità costituzionale del Decreto Tajani senza ammettere esplicitamente una revoca retroattiva della cittadinanza.

Estratti dall'analisi pubblicata:

“…si considera non avere più acquisizione della cittadinanza italiana chi è originario dell'estero anche prima della data di entrata in vigore di tale articolo ed è in possesso di altra cittadinanza…”
(“…chiunque sia nato all’estero, anche prima dell’entrata in vigore del presente articolo, e che possieda un’altra cittadinanza, è considerato come se non avesse mai acquisito la cittadinanza italiana…”)

"...l'art. 3-bis configura una preclusione originaria all'acquisto della cittadinanza italiana per gli stranieri nati all'estero, e non una revoca."
(«…L'articolo 3-bis stabilisce un impedimento originario all'acquisizione della cittadinanza italiana per gli stranieri nati all'estero, e non una revoca.»)

“…la norma censurata svolge un sostegno non irragonevole al principio di effettività della cittadinanza e all’affidamento dei destinatari…”
(“…la norma contestata trova un ragionevole equilibrio tra il principio di cittadinanza effettiva e le legittime aspettative di coloro a cui è rivolta…”)

“…ciò non pregiudica la tua posizione consolidata, il suo status ed i suoi diritti di chi è già stato riconosciuto come città italiana…”
(“…non pregiudica le posizioni consolidate, ossia lo status e i diritti di coloro che sono già stati riconosciuti come cittadini italiani…”)

“…il DL n. 36 del 2025 ha carattere 'correttivo' rispetto a tutta la precedente disciplina e contiene misure 'compensative'…”
(«…Il decreto-legge n. 36 del 2025 ha carattere ‘correttivo’ rispetto alle normative precedenti e contiene misure ‘compensative’…»)

Italianismo ha avuto accesso all'articolo pubblicato da Il Quotidiano GiuridicoTuttavia, è necessaria l'autorizzazione per qualsiasi eventuale riproduzione integrale del contenuto, che è protetto da copyright.

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