L’autrice e regista teatrale brasiliana Carolina Bianchi, che pone l’esperienza radicale del corpo al centro delle sue opere, sarà insignita del Leone d’Argento alla Biennale Danza di Venezia 2025.
Il premio, approvato dal Consiglio di amministrazione della Biennale di Venezia, su proposta del direttore artistico Wayne McGregor, verrà assegnato nel corso del 19° Festival Internazionale di Danza Contemporanea, che si svolgerà nella città italiana dal 17 luglio al 2 agosto.
L'annuncio è stato fatto questo venerdì (10).
Considerato uno dei principali esponenti della scena sperimentale sudamericana, Bianchi si stabilisce ad Amsterdam nel 2020 e tre anni dopo diventa protagonista al Festival di Avignone con “A Noiva e o Boa Noite Cinderela”, primo capitolo della trilogia “Cadela Força”. , che porta in scena la testimonianza di vittime di violenza sessuale, come la performer italiana Pippa Bacca.
Lo spettacolo è stato presentato nei principali festival e palchi europei, riscuotendo una calorosa accoglienza da parte di pubblico e critica. Alla Biennale di Danza di Venezia, il brasiliano presenterà in prima assoluta il secondo capitolo della trilogia “Cadela Força: A Irmandade”. Questa volta il lavoro si concentra sulla mascolinità e sullo sguardo maschile.
Il Leone d'Oro alla carriera è andato a Twyla Tharp, la leggendaria coreografa nordamericana che nei suoi 60 anni di carriera ha attraversato epoche e stili facendo la storia.
L’artista ha creato la propria compagnia nel 1965 e, da allora, con la sua danza, ha liberato corpi e menti da convenzioni e stereotipi, muovendosi con audacia sperimentale attraverso tutti i generi – dal tap al jazz, dal postmoderno al neoclassico – per reinventarsi.
“Twyla Tharp è a dir poco un fenomeno. I suoi contributi rivoluzionari all’ecologia globale della danza non hanno eguali, grazie al lavoro che combina rigore e gioco, disciplina classica e tecnica del balletto con danza moderna e movimento naturale, per coreografie radicalmente innovative destinate sia al teatro che al cinema”, ha scritto McGregor, sottolineando che lei “è uno dei più importanti coreografi viventi”. (ANSA)







































