Attenzione: la tua ansia potrebbe ritardare la procedura di cittadinanza a Venezia.
Mercoledì scorso (25), il tribunale ha vietato ai richiedenti la cittadinanza italiana di contattare direttamente la cancelleria o la segreteria per informazioni sulle loro domande. D'ora in poi, l'organismo risponderà solo alle richieste presentate dagli avvocati tramite il sistema telematico.
La decisione è contenuta in un ordine di notifica firmato dal presidente del tribunale. Andrea FidanziaIl documento giustifica la misura citando la "massa di casi" (volume elevato di ordini) presentate quotidianamente dalle parti, il che ha generato un'eccessiva perdita di tempo e ostacolato lo svolgimento delle sentenze.
Il testo ufficiale sottolinea "l'impossibilità per il personale della cancelleria di gestire sia le attività di elaborazione sia le varie istanze presentate di persona". Con il numero di dipendenti invariato, la corte ha deciso di dare priorità al lavoro interno per ridurre l'arretrato dei casi.
I ricorrenti sono "invitati a non rivolgere richieste direttamente alla Cancelleria", in particolare per ottenere copie o informazioni sullo stato del procedimento. Secondo l'ordinanza, si tratta di attività che gli avvocati possono svolgere autonomamente tramite il Portale dei Servizi Telematici (PST).
La presidenza del tribunale sottolinea che la cancelleria "risponderà esclusivamente alle richieste e alla corrispondenza inviate dai legali delle parti", ovvero dagli avvocati. Questa misura mira a evitare che un eccesso di richieste individuali ritardi il raggiungimento degli obiettivi del piano straordinario di cittadinanza.
La norma è entrata in vigore immediatamente. tribunale Avverte che l'accumulo di richieste di informazioni avanzate direttamente dagli interessati finisce per ostacolare la rapidità delle sentenze stesse che attendono.
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