Nel corso della 41ª Assemblea Annuale dell'Anci (Associazione Nazionale Comuni ItalianiNel 2017, il Ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha criticato il sistema di riconoscimento della cittadinanza italiana basato sul criterio di... jure sanguinis.
Tajani ha affermato che molti richiedenti la cittadinanza chiedono solo il passaporto europeo, senza alcun interesse a entrare in contatto con la cultura italiana.
«Concediamo centinaia di migliaia di cittadinanze a persone che dimostrino un antenato nato dopo il 1861. A molte di queste persone non interessa essere italiani. Vogliono solo il passaporto per andare a Miami. oppure girare l'Europa senza problemi”, ha dichiarato Tajani questo venerdì (22), a Torino.
Ascolta la dichiarazione:
Frodi e sovraccarico nei piccoli comuni
Il ministro ha anche sottolineato i problemi legati alle frodi nel processo di cittadinanza. Tajani ha precisato che sono stati individuati casi di richiedenti che hanno utilizzato documenti falsificati per ottenere il riconoscimento, poi revocato. “Siamo riusciti a revocare la cittadinanza a cinque persone che utilizzavano documenti falsi”, ha riferito.
Altro punto sollevato è stato il sovraccarico sui piccoli Comuni italiani, che spesso si trovano a dover gestire un numero di richieste sproporzionato rispetto alla loro struttura. Tajani ha citato l'esempio del Veneto, dove una città di 300 abitanti registra 1.500 cittadini in Brasile. “Nessuno di loro ha mai visitato il comune”, ha sottolineato.
Proposta di una nuova tariffa per i processi amministrativi
Nel corso dell'evento Tajani ha suggerito modifiche al finanziamento dei processi di cittadinanza italiana. Attualmente i consolati applicano una tariffa di 300 euro a richiesta, ma l'idea è che anche i comuni italiani comincino a far pagare il servizio.
“Questa cifra dovrebbe essere almeno raddoppiata per sostenere lo sforzo economico necessario ai processi di cittadinanza”, ha suggerito Tajani.
Ha commentato anche il percorso giudiziario, sottolineando che, se i comuni non trattano le richieste amministrative, molti richiedenti si rivolgono ai tribunali per garantire la propria cittadinanza, aumentando ulteriormente la pressione sul sistema.







































