Rieti, città storica situata a 80 km da Roma, ha approvato un progetto che prevede incentivi per chi decide di trasferirsi e lavorare nella zona. lavoro intelligente.
L’iniziativa approvata dal Comune si chiama “Rieti Smart Village” e offre servizi e incentivi per affitto, della durata massima di sei mesi, eventualmente prorogabile.
Il progetto nasce con l’obiettivo di stimolare l’attrazione di “menti brillanti” verso la città, in un periodo caratterizzato da tutti i disagi causati dalla pandemia di Covid-19.
L'iniziativa offre anche la possibilità, per chi svolge la propria attività lavorativa distanza, per godere di tutto ciò che il territorio reatino, ricco di storia e tradizioni, ha da offrire.
Lavoro intelligente: un fenomeno in crescita in Italia
Rieti non è l'unica a puntare a incentivare il lavoro a distanza: diverse città italiane stanno lanciando offerte ad hoc per il lavoro intelligente.
il comune di Castropignano, in Molise, ad esempio, ha approvato un regolamento che prevede la “consegna” delle case abbandonate del centro storico a chi si occupa del loro restauro. E con ciò attrarre nuovi abitanti con “lavori flessibili”.
Santa Fiora, in provincia di Grosseto, punta a diventare “la prima Smart Worker City in Italia”. Intende stanziare 30mila euro per coprire il 50% dell'affitto per chi deciderà di trasferire lì la propria residenza, lavorando da remoto.
10 anni in 1 mese
Dall’inizio della pandemia, l’Italia ha guadagnato milioni di nuovi consumatori online.
In altre parole, i consumatori digitali sono triplicati nei primi tre mesi della pandemia, rispetto a 12 mesi fa.
Um salto evolutivo de 10 anni in 1 mese, secondo Retecom (Consorzio Italiano Commercio Digitale), che ogni anno analizza la diffusione dell’e-commerce in Italia.
Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio e-commerce B2c, promosso da Politecnico di Milano School of Management e Netcomm, l’e-commerce italiano nel 2020 ha raggiunto un valore di circa 22,7 miliardi di euro. Una crescita record di oltre il 26%, ovvero 4,7 miliardi in più rispetto al 2019.
La digitalizzazione dell’Italia tradizionale e burocratica, infatti, non è da sottovalutare.






















































