per diventare un Cittadino italiano potrebbe non essere sufficiente essere cresciuto in Italia e aver frequentato la scuola italiana. Avrai inoltre bisogno di una conoscenza approfondita degli usi e costumi italiani. Dagli antichi romani ad oggi e, in particolare, le feste tipiche.
Inoltre, sarà necessario avere conoscenza delle tradizioni regionali, conoscere i laghi, i costumi e sostenere una prova scritta sul significato del presepe.
Non si tratta di uno scherzo, ma di alcune delle proposte contenute nel 728 emendamenti alla legge di riforma della cittadinanza, la chiamata ius scholae, presentato da Giuseppe Brescia (M5S), al quale Italianismo ha avuto accesso.
Una valanga di cambiamenti, un po' stravaganti.
In diversi emendamenti, il partito Lega – di Matteo Salvini – si concentra su aspetti che rasentano il folklore. Da valutare una prova scritta sulle principali festività del calendario, sui prodotti gastronomici, sulle tradizioni di regioni come il Molise, poco conosciute anche dagli stessi autoctoni italiani.
Numerosi emendamenti si concentrano sul comportamento dei bambini a scuola.
Il gruppo della Lega (Fogliani, Ziello, Iezzi, Stefani, Invernizzi, Di Muro, Bordonali, Ravetto, Tonelli) suggerisce inoltre che per avere la cittadinanza il ragazzo non deve aver commesso bullismo o atti violenti durante l'orario scolastico.
L'obiettivo è anche quello di verificare il rendimento: è necessario che certificato e diploma di istruzione secondaria abbiano una votazione media non inferiore a 8 o che la frequenza non comporti bocciatura o che la qualifica professionale abbia una votazione non inferiore a 90/100.
Le modifiche apportate dal gruppo Fratelli d’Italia (Fratelli d'Italia), di Giorgia Meloni, si concentrano invece soprattutto sulla durata dell'anno scolastico per richiedere la cittadinanza.
La proposta del ius scholae prevede una frequenza minima di 5 anni per i ragazzi e le ragazze nati in Italia o arrivati prima dei 12 anni.
Per la Fdl, il periodo minimo dovrebbe essere di almeno otto anni. L'unico emendamento, che porta anche la firma della capogruppo Meloni, prevede che i bambini che arrivano fino all'età di 12 anni frequentino almeno due cicli scolastici (primaria/media e superiore) in istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione e che al compimento del diciottesimo anno di età possano acquisire la cittadinanza italiana. In pratica, quindi, nulla cambierebbe rispetto a quanto previsto dalla legge già vigente in Italia per i bambini non nati nel Paese, ma arrivati entro il dodicesimo anno di età.
I cambiamenti di partito Democratico (PD) (Ceccanti, Mauri, Ciampi, Fiano, Giorgis, Pollastrini, Raciti, Boldrini, Delrio, Orfini, Palazzotto), recepiscono invece alcune delle richieste pervenute dalle associazioni, come la campagna Dalla Parte Giusta della storia, composto da studenti di seconda generazione.
In particolare, chiedono di modificare alcuni criteri per i genitori, ovvero che non siano “regolarmente residenti” ma “regolarmente residenti” oppure che solo uno dei genitori e non entrambi.







































