Cittadinanza per gli immigrati: per il 56% degli italiani le emergenze sono diverse
Diventare cittadino italiano è un vero e proprio percorso a ostacoli. Ritardi burocratici, regole confuse e rigide restrizioni rendono la vita difficile a migliaia di persone. Un tema, quello della riforma dell' Cittadinanza italiana, che divide non solo i politici, ma anche gli italiani.
Secondo l’ultima indagine Ipsos, pubblicata da Corriere della Sera questa settimana, mentre il 48% è favorevole io soli, il 47% si dice contrario. IL ius culturae convince di più: d'accordo il 53%.
Ma il 56% pensa anche che ci siano “altre priorità”, sostenendo il vicepremier Di Maio.
Ma il 56% preferisce l’attuale legge sulla cittadinanza ius saguinis.
Il tema del riconoscimento Cittadinanza italiana per stranieri e discendenti, è tornata alla cronaca dopo l'intervento di Nicola Zingaretti, all'assemblea del suo partito – il Pd –, la settimana scorsa a Bologna.
Il leader della sinistra, pur comprendendo che ci sono questioni più urgenti, ritiene che sia giusto approvare una legge per adeguare i diritti dei Cittadinanza italiana, per gli stranieri o per i discendenti di italiani.
Comprendi le differenze
Il "jus sanguinis"O"ius sanguinis” è il diritto di sangue in cui la persona, i cui antenati sono nati in Italia, è considerata italiana fin dalla nascita.
Nel “jus soli”, la cittadinanza originaria si ottiene in virtù del territorio in cui l'individuo è nato. Pertanto, la nazionalità dei genitori non ha importanza.
Già il "ius culturae". consente agli stranieri di diventare cittadini dimostrando la conoscenza della cultura locale.
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Secondo il sondaggio, il 55% degli italiani sostiene lo "ius soli" per la cittadinanza italiana(Si apre in una nuova scheda del browser)(Si apre in una nuova scheda del browser)







































