L'episodio è avvenuto presso il Tribunale amministrativo regionale (TAR) del capoluogo dell'Emilia-Romagna
Un avvocato marocchino è stato espulso questo mercoledì (17) da un tribunale di Bologna, nel nord Italia, per aver indossato l'hijab, un velo islamico che copre i capelli e il collo.
L'episodio è avvenuto al Tribunale amministrativo regionale (TAR) del capoluogo dell'Emilia-Romagna, quando il giudice Giancarlo Mozzarelli ha chiesto ad Asmae Belkafir, 25 anni, di togliersi gli abiti o di lasciare l'aula. L'avvocato ha rifiutato di togliersi il velo e ha finito per lasciare la stanza.
All'ingresso del tribunale c'è un cartello che avverte che i presenti ai processi devono stare “a viso scoperto e silenziosi”. Belkafir lavora presso lo studio legale dell'Università di Modena e Reggio Emilia, dove ha conseguito la laurea. Alcuni conoscenti raccontano che abbia partecipato a innumerevoli udienze nei tribunali italiani, indossando sempre l'hijab, che le lascia scoperto il volto.
Oltre alla polemica tra partiti politici, in piena campagna elettorale, la presa di posizione del TAR di Bologna ha suscitato la reazione del Consiglio di Stato, il massimo organo di giustizia amministrativa in Italia e il cui presidente, Alessandro Pajno, ha chiesto chiarimenti sul caso.
Il giudice coinvolto nell'episodio si è rifiutato di parlare alla stampa. Tuttavia il suo superiore, Giuseppe Di Nunzio, presidente del Tar di Bologna, ha autorizzato la Belkafir a tornare in tribunale indossando l'hijab.
In diversi paesi europei vi sono restrizioni contro il burqa, che copre tutto il corpo, e il niqab, che lascia vedere solo gli occhi, ma non esistono norme che impediscano l'uso dell'hijab, poiché non nasconde il volto della donna.
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