Come si suol dire, “la prudenza e il brodo di pollo non fanno mai male a nessuno” – soprattutto nei tribunali italiani.
Recenti riorganizzazioni dei Tribunali di Cittadinanza (o Sezione Immigrazione) ha introdotto nuovi requisiti per i processi di cittadinanza, che ora richiedono ancora più pazienza e attenzione ai dettagli da parte dei richiedenti e degli avvocati.
Se l’intenzione era quella di agevolare, la direzione intrapresa è stata esattamente opposta, con burocrazia aggiuntiva e regole che hanno sorpreso molti.
Il modo? Prendi precauzioni e raddoppia la tua cautela.
Milano: firma digitale? Qui, assolutamente no!
Al Tribunale di Milano l'indicazione è chiara: tutte le procure devono esserlo firmato manualmente e autenticato (per autenticità) presso uno studio notarile, escludendo l'uso della firma digitale.
In tempi di tecnologia e strutture digitali, Milano va controcorrente, insistendo su processi “tradizionali” che ricordano la burocrazia di altri decenni.
Ciò colpisce direttamente coloro che risiedono fuori dall’Italia. Anche chi si trova in un altro Paese ha bisogno di firmare a mano e di far autenticare il documento da un notaio, rivelando la rigidità burocratica del sistema.
Come se non bastasse, la Corte richiede che l'indirizzo dell' residenza del richiedente figura nella procura al posto della residenza fiscale.
Questo cambiamento colpisce soprattutto i brasiliani che vivono fuori dall’Italia, ma che stanno cercando di accelerare il processo di cittadinanza nei tribunali italiani, affrontando code consolari in Brasile.
In casi come quello di un brasiliano residente negli USA per lavoro, ad esempio, ma con domicilio fiscale in Brasile, il processo richiede ora l'indicazione dell'indirizzo del suo residenza reale.
Pertanto, il “piccolo modo” di dichiarare il domicilio fiscale come residenza fissa per rispettare la giurisdizione consolare in Brasile non funzionerà più, rischiando il rigetto del processo se l’indirizzo non corrisponde alla realtà.
Venezia: limite di richiedenti
A Venezia, l'esotico Protocollo Intesa (o Protocollo d'Intesa) firmato tra la Corte e le associazioni — che pretendono di rappresentare gli italo-brasiliani — è già in vigore, con le linee guida pubblicate nel sito web del tribunale.
Tra i provvedimenti più criticati, il Il protocollo impone un limite massimo di 10 candidati per processoCiò ha generato una reazione negativa tra gli avvocati e gli operatori del diritto coinvolti nella questione della cittadinanza italiana.
Reggio Calabria: tentativi di programmazione non documentati? Processo archiviato
A Reggio Calabria la burocrazia ha una struttura diversa. Recentemente il giudice Flavio Tovani ha respinto una richiesta di cittadinanza sostenendo che il richiedente non aveva dimostrato sufficienti tentativi di programmazione sulla famigerata piattaforma Prenot@mi.
Provare ad accedere più volte al sito non è sufficiente. Ora è necessario concretizzare questi tentativi: documentarli formalmente presso uno studio notarile, registrare ogni passaggio e includere invii con ricevuta di ritorno per dimostrare che gli attacchi erano reali – e continuati fino alla data dell'udienza.
Per evitare intoppi, il consiglio è semplice: registrare ogni tentativo e rendere questo compito un obbligo.
A Reggio Calabria insistere non basta; ogni accesso non riuscito deve essere documentato, rendendo evidente l'impegno del richiedente ad accedere al servizio, per quanto precario possa essere.
Brescia: buone notizie con il nuovo sistema di pagamento
Ma non ci sono solo brutte notizie. A Brescia, in Lombardia, è arrivata una nuova misura per agevolare l'avanzamento dei processi.
Un accordo tra Tribunale e Agenzia delle Entrate (Agenzia delle Entrate) ha stabilito che gli onorari per la trascrizione delle sentenze verranno ora emessi tramite fatture, inviate direttamente al legale competente.
La misura offre un’alternativa più pratica per risolvere i problemi finanziari.
Tribunale di Roma: riorganizzazione e riprogrammazione delle udienze
Infine, il Tribunale di Roma è in fase di completa riorganizzazione e le cause in materia di cittadinanza saranno assegnate direttamente ai giudici ordinari, non più ai giudici ausiliari. come l’italianismo è già avanzato.
Le nuove nomine dovrebbero riprendere a dicembre di quest'anno. Inoltre, tutte le udienze (fittizie) previste per il 31 dicembre 2024 saranno automaticamente riprogrammate per l’anno successivo – o più a lungo.



























































