Il Primo Ministro italiano, Giorgia MelonicHa dichiarato di non avere intenzione di dimettersi dal suo incarico qualora il governo venisse sconfitto alle elezioni. referendum sulla riforma della giustiziaLa dichiarazione è stata rilasciata durante un'apparizione al podcast “Polpa", presentato dal rapper Fedez.
La consultazione popolare è programmata per il 22 e 23 marzoI sondaggi pubblicati prima del periodo di silenzio elettorale indicano un sostanziale pareggio tra i candidati.
«Non mi dimetterò perché intendo portare a termine il mio mandato, proseguire il lavoro e presentarmi agli italiani, affinché io possa essere giudicato sull'operato svolto nel suo complesso», ha dichiarato Meloni.
Ha inoltre criticato la strategia dell'opposizione. "Se votate 'no' solo per rimandare a casa Meloni, dovrete fare i conti sia con Meloni che con un sistema giudiziario che non funziona. Non mi sembra un gran vantaggio", ha affermato.
Secondo il Primo Ministro, si sta tentando di trasformare il voto in un plebiscito sul governo. "Il fronte del 'no' sta lavorando per far sì che il referendum sia contro il governo e sta incontrando difficoltà nel discutere i meriti della proposta", ha affermato.
Strategia per raggiungere i giovani
La partecipazione al podcast rientra in una strategia per raggiungere un pubblico più giovane. Il referendum non richiede un quorum minimo per la convalida, il che aumenta l'impatto della mobilitazione elettorale.
Il vice primo ministro e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha appoggiato l'iniziativa. "Meloni ha fatto benissimo ad andare a Fedez. Mi ha invitato e anch'io voglio andarci in futuro", ha dichiarato.
Cosa comporta la riforma?
La proposta in esame riguarda modifiche strutturali all'interno del sistema giudiziario italiano. Il punto centrale è la separazione delle carriere dei giudici e dei membri della Procura, con la creazione di percorsi distinti all'interno della magistratura.
Attualmente, l'accesso avviene tramite un concorso pubblico unico, con possibilità di trasferimento tra le diverse posizioni.
Il progetto prevede inoltre la divisione del Consiglio Superiore della Magistratura in due organi, uno per i giudici e l'altro per i pubblici ministeri, entrambi presieduti dal capo dello Stato. Prevede inoltre la creazione di un tribunale disciplinare per giudicare eventuali irregolarità commesse dai magistrati.
La proposta riprende un programma storico associato all'ex primo ministro Silvio Berlusconi.
Critica dell'opposizione
I partiti di opposizione sostengono che la riforma potrebbe compromettere l'indipendenza della magistratura.
La leader del Partito Democratico, Elly Schlein, ha dichiarato: "No a una riforma che indebolisca l'indipendenza della magistratura, perché solo un giudice indipendente può garantire che la legge sia uguale per tutti".
L'ex primo ministro Giuseppe Conte, del Movimento 5 Stelle, ha criticato il contenuto del disegno di legge. "Il testo della riforma contiene un meccanismo astuto e molto intelligente per compiere il primo passo fondamentale verso lo smantellamento della magistratura", ha affermato.







































COSMONAUTA
20 marzo 2026 alle 15:51
Non votate Fratelli d'Italia, Lega Nord e Forza Italia, per un'Italia meno fascista