L'agenzia per la protezione dei dati di Italia ha deciso questo venerdì (31/03) di vietare temporaneamente il software ChatGPT, un sistema di chat basato sull'intelligenza artificiale (AI), e ha avviato un'indagine per indagare su una sospetta violazione delle norme sulla raccolta dei dati.
La società americana OpenAI, responsabile di ChatGPT, opera senza “alcuna base giuridica che giustifichi la raccolta e l'archiviazione massiccia di dati personali con l'obiettivo di 'addestrare' gli algoritmi alla base del funzionamento della piattaforma”, ha affermato la Garante per la Protezione dei Dati Personali (GPDP).
L’agenzia ha anche evidenziato la mancanza di chiarezza su quali dati venivano raccolti. Le risposte errate fornite dal chatbot suggerirebbero che i dati non vengono elaborati correttamente e l’azienda esporrebbe i bambini a “risposte assolutamente inappropriate”.
Questo perché l'applicazione supportata da Microsoft non verificherebbe nemmeno l'età dei suoi utenti, che devono avere almeno 13 anni, ha accusato GPDP. OpenAI ha ora 20 giorni per rispondere all'accusa e potrebbe ricevere una multa di 20 milioni di euro o fino al 4% delle sue entrate mondiali annuali.
Con il provvedimento l’Italia è diventata il primo Paese in Occidente a prendere provvedimenti contro un chatbot alimentato da intelligenza artificiale. ChatGPT è bloccato anche nella Cina continentale, a Hong Kong, in Iran e in Russia, nonché in alcune parti dell'Africa.
Sensazione globale soggetta a critiche
ChatGPT ha avuto un successo globale quando è stato lanciato nel 2022 per la sua capacità di generare saggi, musica e persino articoli di notizie da brevi richieste. Il successo travolgente è valso a OpenAI un accordo multimiliardario con Microsoft, che utilizza la tecnologia nel suo motore di ricerca Bing e in altri programmi.
Ha anche scatenato una folle corsa tra le altre società tecnologiche, con i concorrenti che lanciano i propri chatbot e gli investitori che versano denaro in tutti i tipi di progetti di intelligenza artificiale.
Ma i critici esprimono preoccupazione per il fatto che non è chiaro dove ChatGPT e i suoi concorrenti ottengano i loro dati e come li elaborino. Le università e alcune autorità educative hanno bandito il chatbot perché temono che gli studenti possano usarlo per scrivere saggi o imbrogliare agli esami.
Il rapido sviluppo della tecnologia ha attirato anche l’attenzione dei politici in molti paesi. Diversi esperti chiedono nuove normative per controllare l’intelligenza artificiale, a causa del suo potenziale impatto sulla sicurezza nazionale, sull’occupazione e sull’istruzione.
Mercoledì è stata pubblicata una lettera aperta firmata da centinaia di esperti e personaggi del settore, che chiedevano una pausa nello sviluppo di potenti sistemi di intelligenza artificiale, sostenendo che rappresentano “profondi rischi per la società e l’umanità”.
La lettera è stata motivata dal lancio, all'inizio di marzo, di GPT-4, una versione più potente del software e con ancora meno trasparenza sulle fonti dei dati.
Si stima che ChatGPT abbia raggiunto 100 milioni di utenti attivi mensili a gennaio, appena due mesi dopo il suo lancio, rendendola l'app consumer in più rapida crescita nella storia, secondo uno studio pubblicato a febbraio.







































