Dalla prevenzione della violenza di genere e dei femminicidi alle politiche carcerarie, ma anche al commercio e allo scambio politico-legislativo, l’Italia può offrire validi esempi di buone politiche per un Paese in difficoltà come il Brasile. I due paesi possono unirsi.
In questo spirito, l’Ambasciata brasiliana a Roma ha ospitato questo mercoledì (3) il 1° Seminario italo-brasiliano sulle politiche pubbliche, aperto dal diplomatico brasiliano in Italia, Renato Mosca.
«È una proposta dei deputati [brasiliano] Eros Biondini e [italiano] Fabio Porta, che sono i presidenti dei rispettivi gruppi di amicizia dei due Parlamenti. Per noi è molto importante perché, quando sono arrivato, ho deciso di avviare una nuova strada: aprire l'ambasciata alla gente, ai brasiliani e agli italiani, perché questa è la nuova linea del governo Lula. E soprattutto sulla questione delle donne, perché la violenza contro le donne è una preoccupazione costante tra noi in Brasile”, ha spiegato.
Per questo motivo, il primo dei tre “pannelli” che si sono susseguiti nella sala rinascimentale dell’Auditorium di Palazzo Pamphilj, in Piazza Navona, si è concentrato sull’esempio del “Codice Rosa” adottato in Italia, che consente un percorso dedicato in unità sanitarie per le donne, ma anche per i bambini e le persone vulnerabili, vittime di violenza. E anche nel “Codice Rosso”, la legge in vigore dal 2019 che “rafforza la tutela di tutti coloro che subiscono violenze, persecuzioni e maltrattamenti”.
“Sono esperienze importanti per noi in Brasile”, ha commentato Mosca.
In particolare, Vittoria Duretti e Antonio D'Urso, autorità sanitarie della Toscana, regione dove la procedura è stata sperimentata con successo dal 2010 al 2014, hanno parlato del Codice Rosa prima che diventasse legge nazionale nel 2016.
Tra gli intervenuti anche la deputata Debora Serracchiani: “L'importante è che la violenza di genere venga prevenuta anche in Brasile, perché è in parte quello che già avviene in Italia. Credo che questa possibilità di confrontarci serva a prendere le migliori pratiche di un Paese e cercare di esportarle nell'altro, e viceversa”, ha detto all'ANSA il parlamentare del Pd.
Un secondo panel prevedeva una discussione sulle alternative politiche al carcere, mentre un terzo affrontava i partenariati commerciali e legislativi tra i due paesi.
«Dal suo arrivo, qualche mese fa, l'Ambasciatore Mosca ha trasformato questa splendida location in un luogo di incontro e di confronto, di arte e musica, ma anche di interazione politica e istituzionale tra Italia e Brasile», soprattutto nel 150° anniversario della prima migrazione italiana in terra brasiliana, nell'anno in cui Roma presiede il G7 e Brasilia il G20», ha sottolineato Porta, presidente del gruppo di amicizia Italia-Brasile dell'Unione Interparlamentare Italiana, organizzatore dell'evento, insieme al deputato brasiliano Biondini, che guida il Gruppo di amicizia Italia-Brasile del Parlamento brasiliano.
Biondini ha ricordato l'importanza di una collaborazione sempre più stretta tra il Brasile, dove vivono 30 milioni di discendenti di italiani, la più grande comunità italiana nel mondo fuori dall'Italia, e l'Italia, che ospita 52mila cittadini brasiliani.
Tra le tante esperienze condivise tra i due Paesi amici, Biondini ha citato la “Fattoria della Speranza”, che oggi opera anche in Italia, dedicata al recupero dei tossicodipendenti, e Apac, per il recupero e il reinserimento degli ex - prigionieri nella vita sociale. (ANSA)







































