La città di Roma, tradizionale porta d'accesso per gli immigrati in Italia, ha visto la sua popolazione straniera residente quasi raddoppiare negli ultimi due decenni. Secondo un nuovo rapporto dell'Osservatorio Migrazioni del Lazio, pubblicato dal Centro Studi IDOS, il numero è aumentato da circa 180 nel 2001 a quasi 355 nel 2025. Ciononostante, la capitale italiana deve affrontare la sfida di trattenere questa popolazione in modo permanente.
Attualmente, Roma ha la più grande popolazione straniera tra le città italiane, con una rappresentanza di 187 nazionalità. I gruppi più numerosi sono i rumeni (74), seguiti da filippini (38), bengalesi (33), cinesi (17) e ucraini (14). Anche la presenza latinoamericana, asiatica e africana è significativa, con peruviani, indiani, nigeriani e marocchini in particolare.
Profilo in trasformazione
La presenza femminile continua a predominare (51,4%), soprattutto tra gli immigrati provenienti dall'Europa centrale e meridionale e dalle Americhe. Tuttavia, si registra un crescente equilibrio di genere, con una crescente presenza maschile, soprattutto tra i giovani.
Anche la popolazione straniera sta invecchiando. La fascia d'età compresa tra i 40 e i 49 anni è diventata la più diffusa. L'età media degli stranieri nel Paese è di 36,8 anni, con le donne che raggiungono circa i 40 anni. Il numero di minori è diminuito, a indicare una stabilizzazione dei flussi migratori.
Dove vivono gli stranieri a Roma?
Il capoluogo accoglie il 68% degli stranieri del Lazio, mentre il resto è distribuito nelle città limitrofe come Guidonia, Fiumicino, Pomezia, Anzio e Tivoli. Le zone periferiche e semiurbane di Roma sono le più frequentate dagli immigrati, mentre le zone centrali stanno perdendo residenti a causa dell'alto costo della vita e dell'espansione del turismo.
Meno figli, più cittadinanza
Nonostante il boom migratorio, Roma sta affrontando un tasso di natalità in calo. Il tasso è sceso al 6,9 per mille nel 2024, con una riduzione del 46% in dieci anni. Il numero medio di figli per donna, sia tra le donne straniere che tra quelle italiane, è inferiore al tasso di sostituzione della popolazione.
Attualmente, il 15% delle nascite a Roma è da genitori stranieri. Gli studenti di origine straniera rappresentano l'11% del totale. Il calo delle nascite è attribuito all'invecchiamento della popolazione, alla diminuzione degli afflussi e all'instabilità economica.
L'acquisizione della cittadinanza italiana procede lentamente a Roma. Nel Paese, circa 18 stranieri su 100 residenti nella capitale sono stati naturalizzati nel 2021. Il numero sale a 31 nel Nord Italia, dove si registra una maggiore stabilità tra gli immigrati. Le donne rappresentano la maggioranza dei nuovi cittadini.
Perché molti stranieri lasciano Roma?
Pur rimanendo una porta d'accesso per i migranti, Roma non sempre offre condizioni favorevoli per la residenza a lungo termine. Molti stranieri lasciano la capitale in cerca di maggiore stabilità economica, più facile accesso all'alloggio e migliori opportunità di lavoro in altre regioni d'Italia o d'Europa.
L'aumento del costo della vita, la precarietà dei rapporti di lavoro e la trasformazione degli immobili residenziali in strutture turistiche, come i B&B, rendono difficile l'insediamento permanente.
Questo scenario spiega il paradosso per cui Roma è, allo stesso tempo, la città con il più grande afflusso e deflusso di stranieri nel Paese.






































