L'ex deputato e imprenditore italo-brasiliano Luis Roberto Lorenzato ha incontrato domenica 6 il vicepremier italiano Matteo Salvini.
L'incontro è avvenuto durante il Congresso federale della Lega, a Firenze, in Toscana. All'evento hanno partecipato ministri, governatori, sindaci e delegati dei partiti. Salvini è stato riconfermato segretario del partito fino al 2029.
Nel corso della conversazione Lorenzato si è rivolto al Decreto Legge 36/2025 In vigore dal 28 marzo, il provvedimento impone nuove restrizioni al riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza. Ciò ha suscitato preoccupazione tra le persone di origine italiana residenti all'estero.
Salvini ha risposto con la seguente dichiarazione: "È una cosa seria, lo so. Questa battaglia è anche la mia. Ci siederemo a Roma questa settimana per vedere come procedere".
Secondo Lorenzato, ha sottolineato al vicepremier: “Nel colloquio che ho avuto con Salvini gli ho detto: 'È tutto quello che non vuoi'. È contro quello che difendi”.
Salvini, pur essendo vicepresidente del consiglio dei ministri nel governo Giorgia Meloni, non ha firmato il decreto. Secondo Lorenzato, la Meloni stessa non l'ha firmato direttamente, ma il suo nome compare nel testo in quanto è la presidente del consiglio di amministrazione.
«Sono stati Giorgetti e Tajani a orchestrare tutto», ha detto Lorenzato, riferendosi al ministro dell'Economia e al ministro degli Esteri.
O ius sanguinisIl principio giuridico che garantisce la cittadinanza italiana in base all'ascendenza è stato pubblicamente difeso da Salvini in diverse occasioni. Meloni, durante la campagna elettorale, ha promesso di tutelare i legami storici con le comunità italiane all'estero.

Congresso della Lega
Il decreto legge sulla cittadinanza non fu un argomento ufficiale del Congresso federale della Lega. Tuttavia l'argomento è stato sollevato due volte.
Innanzitutto, in un'apparizione video, il premier Giorgia Meloni ha menzionato nel suo discorso la questione migratoria:
“Continueremo a difendere i confini e a contrastare l’immigrazione clandestina di massa, con un lavoro paziente, quotidiano ma determinato, che ha già permesso di ridurre drasticamente gli sbarchi sulle nostre coste”, Egli ha detto.
La Lega ha approvato questo fine settimana la richiesta di ritorno di Salvini al Viminale, responsabile delle politiche migratorie del Paese. La decisione finale spetterà al Primo Ministro.
In secondo luogo, durante il congresso, gli attivisti hanno raccolto circa 200 firme a sostegno di una mozione contro l'immigrazione clandestina e l'islamizzazione dell'Italia.





















































