Il vicepremier italiano Antonio Tajani è tornato in Brasile. Questa volta, non per annunciare nuove restrizioni alla cittadinanza italiana, ma per dichiarare il suo eterno amore per la comunità italo-brasiliana e, come bonus, per inaugurare una piazza galleggiante a Belém.
"Per noi il rapporto con il Brasile è un rapporto di cuore e di sangue", ha detto Tajani, visibilmente commosso, parlando ai leader aziendali italiani a margine della COP30.
La scena segna una svolta per qualcuno che, mesi fa, si era guadagnato l'antipatia dei discendenti italiani dicendo che molti volevano solo un passaporto europeo per "andare a Miami".
Con questa nuova mossa, Tajani cerca di navigare in acque più calme, letteralmente.
AquaPraça: amore liquido e architettura
La star del momento è... AquaPraçaUna struttura galleggiante di 400 metri quadrati, progettata dall'architetto Carlo Ratti, figura di spicco nel design sostenibile, sarà la sede del Padiglione italiano durante la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che si terrà a Belém dal 10 al 21 novembre.
Ispirata a un teatro galleggiante nella laguna veneziana, la piazza è stata esposta alla Biennale di Architettura prima di arrivare in Brasile. Si adatta al livello dell'acqua e può ospitare fino a 150 persone per eventi culturali, mostre e convegni ambientali.

Dopo la COP30, lo spazio sarà donato allo Stato del Pará, che promette di trasformare la struttura in un centro culturale permanente sul Rio delle Amazzoni.
Diplomazia performativa
AquaPraça è stata presentata come simbolo dell'amicizia italo-brasiliana. In pratica, funge anche da una sorta di scialuppa di salvataggio politica per Tajani, che sta cercando di salvare la sua immagine presso la comunità che più frequentemente richiede il riconoscimento della cittadinanza italiana nel mondo.
Il progetto è frutto di una coalizione formata dalla Farnesina (Ministero degli Affari Esteri italiano), dalla Banca Mondiale, da Enel, da Costa Crociere e da altre istituzioni. La struttura è stata realizzata da Cimolai, azienda specializzata in costruzioni in acciaio ad alta tecnologia.
Con un discorso affettuoso e un'ambientazione da cartolina, Tajani tenta di cambiare la narrazione: da cattivo della burocrazia consolare ad ambasciatore dell'affetto tropicale. Se riuscirà a convincere gli italo-brasiliani, solo il tempo – e i consolati – lo dirà.






































