Il sondaggio mostra che il 90% non si fida delle misure di sicurezza adottate dal governo italiano
Oltre il 90 per cento delle famiglie cinesi residenti in Italia hanno paura di mandare i propri figli a scuola.
Li terranno a casa almeno per qualche giorno dopo l'inizio dell'anno scolastico, previsto per lunedì prossimo, si legge nella pubblicazione. Corriere della Sera.
È il risultato di un sondaggio online, ancora in corso, pubblicato da WeChat, il social network più apprezzato dagli orientali, compresi gli emigranti.
Em Prato, dove vive la comunità cinese più numerosa in Italia – circa 50mila, sui 350mila presenti in tutta Italia –, la notizia ha suscitato stupore, soprattutto quando è stata pubblicata su La Nazione di Miaomiao Huang, giornalista orientale che collabora con il quotidiano toscano.
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Il giornalista ha interpretato il sondaggio in cui oltre 7mila persone hanno scritto di non fidarsi delle misure di sicurezza adottate dal governo italiano, annunciando che avrebbero tenuto i figli a casa senza lezioni.
Come scrive Huang, la domanda del sondaggio, che circola sul web da sabato scorso, è la seguente: “La scuola italiana sta per riaprire. Genitori della comunità cinese, siete disposti a mandare i vostri figli a scuola?”
La stragrande maggioranza delle persone avrebbe risposto negativamente. Alcuni hanno poi motivato la decisione di non mandare i figli a scuola, punita dalla legge, con la cattiva organizzazione delle scuole italiane che potrebbe creare confusione e soprattutto provocare una nuova ondata di contagi.
La paura
All’inizio della pandemia in Italia, come raccontano alcuni insegnanti di Prato, erano i bambini e i ragazzi di origine cinese i più spaventati dal coronavirus.
“Venivano a lezione sempre con le mascherine quando per noi non era ancora obbligatorio”, ricorda un insegnante, “e ci raccontavano il dramma che stava accadendo nel loro Paese, chiedendoci di proteggerci e di disinfettare i nostri banchi a causa dell’emergenza Covid-19. arriverebbe l’epidemia anche qui”.
A Prato la comunità cinese non è stata colpita dal virus ed è sempre stata particolarmente attenta alle misure di prevenzione.







































