Il Vaticano afferma che la dichiarazione di Papa Francesco sulle unioni civili gay non cambia la posizione della Chiesa cattolica
La Segreteria di Stato vaticana ha inviato una lettera ai suoi nunzi apostolici nel mondo con chiarimenti sul discorso di papa Francesco nel documentario “Francesco”, in cui commenta le unioni civili tra persone dello stesso sesso, ha rivelato in questo il sito “Avvenire”. Lunedì (2).
Secondo il portale, il documento è stato inviato con il consenso del Pontefice – pur non avendo la firma del religioso – per “chiarire” testualmente le parole del leader cattolico “che, negli ultimi giorni, hanno suscitato reazioni e interpretazioni diverse”. Il testo sarebbe già stato distribuito in alcuni Paesi, come nel caso del Messico, e ricordiamo che l'intervista completa è più ampia.
“Circa un anno fa, pubblicando un’intervista, Papa Francesco ha risposto a due domande diverse in due momenti diversi, che nel documentario sono state scritte e pubblicate come un’unica risposta senza un’adeguata contestualizzazione, il che ha creato confusione”.
Nella lettera si sottolinea che, in quell'intervista, Jorge Mario Bergoglio «aveva fatto innanzitutto un riferimento pastorale alla necessità che, all'interno della famiglia, un figlio o una figlia con orientamento omosessuale non venisse mai discriminato».
Secondo la nota, il discorso era: “Le persone omosessuali hanno il diritto di far parte di una famiglia; Sono figli di Dio, hanno diritto ad una famiglia. Non si può allontanare nessuno dalla famiglia, né rendere la sua vita impossibile per questo motivo”. Secondo “Avvenire”, la lettera ricorda che questo discorso compare anche nell'enciclica Amoris laetitia, del 2016.
Incongruenza
Dopo questa prima domanda, in un’intervista trasmessa dall’emittente messicana”Televisa”, è stato interrogato il capo della Chiesa cattolica sulla legislazione argentina che equiparava i matrimoni etero e omosessuali e che, all’epoca, fu ampiamente criticata dalla Chiesa locale.
Sul tema, il Pontefice «ha affermato che è incongruo parlare di matrimonio omosessuale, aggiungendo che, in quello specifico contesto, aveva parlato del diritto di queste persone ad avere copertura legale: 'quello che dobbiamo fare è una legge di convivenza civile, hanno diritto ad essere tutelati legalmente. Rimango fedele a questo.'”
“Con ciò è chiaro che Papa Francesco si è riferito, in maniera decisiva, a disposizioni statali, non legate alla dottrina della Chiesa, sostenute più volte nel corso degli anni”, si legge nel documento ottenuto dal portale italiano.
Figli di Dio
La nuova polemica sull'argomento è nata il 21 ottobre, quando il documentario di Evgeny Afineevsky è stato proiettato al Festival del Cinema di Roma.
Nella produzione veniva sottolineata la frase: “Gli omosessuali hanno il diritto di far parte di una famiglia. Sono figli di Dio e hanno diritto ad una famiglia. Nessuno dovrebbe essere espulso o reso infelice a causa di ciò. Ciò che serve è creare una legge sulle unioni civili. Pertanto, sono legalmente protetti. Lo sostengo.”
Tuttavia, nonostante la nota inviata dal Vaticano, la posizione di Bergoglio è diversa da quella dei suoi predecessori, che condannavano anche le unioni civili tra persone dello stesso sesso. Pur avendo sempre difeso che il matrimonio, in quanto sacramento cattolico, è solo tra un uomo e una donna, il leader ha predicato, in più occasioni, il rispetto per gli omosessuali.
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