La crescente richiesta di riconoscimento della cittadinanza italiana e l'accordo siglato con l'Unione Europea stanno spingendo il tribunale di Venezia ad apportare modifiche significative alla propria struttura.
Con l'accumulo di casi presso il tribunale per l'immigrazione, il presidente Salvatore Laganà ha determinato la nomina di due nuovi giudici che si dedicheranno esclusivamente alle cause relative alla cittadinanza. Inoltre, altri cinque magistrati vengono formati per fornire supporto.
Struttura insufficiente e sovraccarico
Attualmente il tribunale di Venezia ha solo otto giudici responsabili dei casi di cittadinanza italiana, un numero chiaramente insufficiente per soddisfare la crescente domanda.
Il giudice Giuseppina Zito, ad esempio, si trova ad affrontare una situazione critica: circa 2.600 casi sotto la sua responsabilità sono in attesa di udienza. Se non si interviene, il tempo stimato per la conclusione di questi casi potrebbe superare i dieci anni.
Impegno verso l’Unione Europea
La pressione per accelerare i processi di cittadinanza è nata da un accordo firmato nel 2021 tra l’Italia e l’Unione Europea, in cui l’Italia si è impegnata a modernizzare il proprio sistema giudiziario.

La riforma del processo civile, prevista dalla legge n. 206 del 2021, è stato uno dei punti principali di questo impegno.
La riforma prometteva di accelerare i tempi processuali, semplificare le procedure e fornire risposte più rapide ai cittadini. Tuttavia, nella pratica, i progressi attesi non si sono ancora concretizzati, soprattutto per quanto riguarda i procedimenti di cittadinanza italiana.
L’aspettativa era che la riforma riducesse i tempi di elaborazione dei processi fino al 40%, a vantaggio anche delle azioni di riconoscimento della cittadinanza per via giudiziale, cosiddette “azione contro le code ai consolati".
Da luglio 2022, questi casi sono stati distribuiti ai tribunali delle regioni di origine degli italiani, sollevando il tribunale di Roma che in precedenza si occupava di tutti i casi.
Venezia sovraccarica
Tuttavia, il tribunale di Venezia non si è adeguatamente preparato all’aumento del volume dei casi. La regione è una delle principali aree di origine degli immigrati italiani che arrivarono in Brasile negli anni Novanta dell'Ottocento, il che spiega l'elevata richiesta di riconoscimento della cittadinanza nella località.
Di conseguenza, il tribunale si trova attualmente ad affrontare un sovraccarico che impedisce il rapido avanzamento delle decisioni, prolungando ulteriormente l’attesa per i ricorrenti.
La Corte di Venezia si trova ad affrontare la mancanza di giudici in diversi settori
La carenza di giudici non riguarda solo il settore dell’immigrazione. Il problema si estende ad altri ambiti del tribunale di Venezia, sia in ambito penale che civile, dove la carenza di magistrati sovraccarica le restanti professionalità e compromette l'efficienza della giustizia locale.
Secondo il presidente Salvatore Laganà la mancanza di giudici nell'intero tribunale è allarmante. Ciò include non solo i giudici inquirenti, ma anche coloro che lavorano nel giudizio delle cause civili, creando una situazione di “collasso” nella fornitura di servizi legali.
Secondo il giornale Nuova Venezia, il tribunale locale è considerato da molti una “sede stimolante” da cui le persone preferiscono stare, se possibile, alla larga.







































