La legislazione sulla cittadinanza in Italia è stata oggetto di un intenso dibattito, soprattutto per quanto riguarda il principio di ius sanguinis, che riconosce la cittadinanza basata sulla discendenza diretta da italiani.
Il Primo Ministro Giorgia Melonic ha preso una posizione ferma a favore di questo criterio. Durante la 79a Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, ha dichiarato che “l’Italia non ha bisogno di nuove leggi sulla cittadinanza, perché quella attuale è efficiente”.
Meloni può contare sul fedele combattente Matteo Salvini, leghista e vicepremier, anche lui convinto che la legge vigente sia giusta e che “non sia una priorità” per il governo riformarla.
Amico del fuoco
Tuttavia, questa opinione non è condivisa da tutti all'interno del governo. Anche il vicepremier Antonio Tajani, leader del partito Forza italia, ha difeso l'adozione di criteri più rigorosi per il riconoscimento della cittadinanza per discendenza.
Tajani ha espresso preoccupazione per il fatto che molte persone che ottengono la cittadinanza italiana "non conoscono nemmeno la lingua italiana" e desiderano solo un passaporto valido. In risposta, Forza Italia ha presentato un disegno di legge mirando a limitare la cittadinanza ius sanguinis, soprattutto per i discendenti di seconda generazione. In altre parole, la legge verrebbe mantenuta, ma con regole rigide.
Forze nascoste
Anche i giudici e parte della stampa italiana premono per una revisione delle norme vigenti, cercando di allinearle agli standard europei e di garantire che la cittadinanza venga concessa con maggiore attenzione.
Nonostante queste mosse, Meloni ha mantenuto la sua posizione, ribadendo che la questione non è al momento una priorità del governo. Questa posizione suggerisce che, nonostante ci siano pressioni per un cambiamento, l'attuale amministrazione preferisce concentrarsi su altri programmi politici.
Tuttavia, Tajani sta lavorando dietro le quinte per convincere altri alleati.
Resta quindi la domanda su quanto tempo Meloni e Salvini riusciranno a sostenere la difesa del ius sanguinis.
I disaccordi interni e le pressioni provenienti da settori della società indicano che il dibattito sulla riforma della cittadinanza italiana continuerà a essere un tema rilevante nei prossimi mesi.






















































