L'Associazione Movimento Italiano all'Estero (MAIE) ha ampliato la sua mobilitazione – nel tratto finale – contro Decreto Legge 36/2025La proposta, in discussione questa settimana al Senato italiano, limita il riconoscimento della cittadinanza italiana solo alla seconda generazione di discendenti.
Tra il 29 aprile e il 3 maggio sono state recapitate lettere di protesta alle sedi diplomatiche italiane in 21 città di 15 Paesi del Nord, Centro e Sud America. L'azione è stata coordinata dai leader del MAIE, con una forte presenza delle comunità italiane locali.
La lettera è firmata dai senatori Mario Borghese, Ricardo Merlo e Vincenzo Odoguardi. Nel testo i firmatari chiedono il “ritiro immediato” del decreto, sostenendo che il provvedimento rappresenta “un attentato alla trasmissione dell’identità culturale e giuridica” e minaccia “il principio di unità tra gli italiani dentro e fuori dal Paese”.
In luoghi come Chicago e Città del Messico, i coordinatori del MAIE sono riusciti a tenere incontri diretti con le autorità diplomatiche, tra cui consoli e ambasciatori, conferendo all'atto un peso istituzionale maggiore.
L'iniziativa ha avuto luogo in città come New York, Miami, Toronto, Montreal, Buenos Aires, Montevideo, San Paolo, Asunción, Santiago, Caracas e Lima.

Secondo il MAIE, se il governo italiano continuerà a ignorare gli appelli delle comunità all'estero, il movimento promette di intensificare le sue azioni.
"La cittadinanza italiana non è una concessione: è un diritto. E chi vive fuori dall'Italia ma la porta nel cuore non può essere escluso dal futuro del Paese", si legge nella nota diffusa dal MAIE.







































