Secondo quanto riportato dal portale RaiNews, il giudice istruttore di Roma ha respinto la richiesta di commutare la custodia cautelare di Valter Lavitola in arresti domiciliari. Il magistrato ha ritenuto che sussistano il rischio di contaminazione delle prove e il pericolo di fuga, e ha valutato che le dichiarazioni dell'indagato non fossero del tutto complete. La Procura si era espressa contro la sua scarcerazione. La difesa, guidata dall'avvocato Sergio Cola, presenterà ricorso alla Corte di Cassazione.
Lavitola è indagato per l'attentato a Sigfrido Ranucci, conduttore del programma di informazione Report sulla televisione pubblica italiana. In un interrogatorio durato più di cinque ore, avrebbe dichiarato al giudice di aver incaricato gli attentatori di compiere un'azione "con vari metodi", non con un ordigno esplosivo, ma sparando quattro o cinque colpi di pistola contro il muro dell'abitazione del giornalista a Pomezia, vicino Roma. Dopo l'esplosione, Ranucci non avrebbe opposto resistenza, ritenendo l'atto di natura dimostrativa.
La Direzione Antimafia del Distretto di Roma ipotizza che l'attentato sia stato orchestrato per conto di Ranucci, al fine di accrescerne la notorietà. Gli inquirenti ritengono che il giornalista non fosse a conoscenza di alcun piano di questo tipo. Rimane vittima dell'attentato e potrebbe essere interrogato nuovamente dalla Procura dopo l'analisi del cellulare e del computer di Lavitola.
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Leggi l'articolo originale in italiano su RaiNews.
La Corte Suprema ha ribadito: la cittadinanza nasce con la persona.
- Si è aperto un nuovo fronte legale
- È ancora possibile presentare le istanze.
- Valutazione individuale prima di qualsiasi decisione.







































